Intervista a Dallas Toler-Wade chitarrista e vocalist dei NILE , Bologna, Estragon 10/09/2008.

Ciao, mi chiamo Michelle e faccio parte della webzine Heavy-Metal.it. Sono entusiasta di farti questa intervista anche perché, sarò sincera, è la mia prima intervista!
Grandioso!

So che come Nile arrivate da South Carolina (USA). Perché non inizi a dirmi un po’ come vi trovate qui in Italia, stasera? Come vi sentite?
Amiamo questa località, è davvero un bel posto, una bella giornata, nessuna sorpresa o problema tecnico strano o cose del genere, siamo davvero eccitati e siamo pronti a suonare.

Ottimo. E farete canzoni tratte dal vostro ultimo album, Ithyphallic – faccio fatica a pronunciarlo!
A proposito, cosa significa?

Inizialmente, è iniziato tutto nei primi giorni quando facevamo solo cose a livello locale. E poi ci si è appiccicato. La gente ci chiamava Ithyphallic Metal. E la parola in sé vuol dire, beh, sai, nelle culture antiche, quasi ogni cultura antica aveva una statua con un’erezione di proporzioni mitiche. Ed è il simbolo della creatività, di distruzione, il simbolo di potere….
Quindi questo ultimo album abbiamo pensato di chiamarlo semplicemente Ithyphallic. Ce l’avevamo anche sui nostri volantini, i primi tempi, Ithyphallic Metal.

Sì, capisco, quindi vuol dire potente, e fertile, suppongo. [rido]
Sì, l’abilità di creare e di distruggere.

Ci sono album nuovi che prevedete per il prossimo futuro?
Certo, quando finiremo questo tour, andiamo a casa e poi faremo 3 show in Sud Africa per la prima volta. Poi quando abbiamo finito quello saremo in spirito compositivo e quindi ci metteremo a scrivere il nuovo album.

OK, quindi probabilmente vedremo qualcosa nel 2009?
Sì, speriamo di uscire entro estate 2009.

Wow, questo è eccitante!
Oh yeah.

Ora come puoi vedere ho indosso una maglietta degli Iron Maiden. [ridiamo] – ho letto sul vostro sito che i Nile sono considerati gli Iron Maiden del Death Metal.
Sì, l’ho sentito dire un paio di volte.

E’ per via dell’interesse per l’Egitto o perché siete semplicemente eccellenti? [rido]
Beh, credo sia probabilmente per l’album Powerslave. Sai quello che voglio dire….
E’ un bel album. Non è il mio album preferito dei Maiden ma è un buon album.

Sì concordo con te. Direi però che loro non prendono così sul serio l’Egittologia.
No, è stata questione, direi, di poche canzoni. In realtà loro parlano di tutto. Hanno fatto una canzone che si intitola Alexander the Great, avevano poi una canzone che parla dell’esalogia di Dune, To Tame A Land. Cioè, voglio dire, loro scrivono un po’ su tutto.

Sì. E a dire il vero se vai a indagare su Powerslave sarebbe più che altro una metafora di critica sociale, un po’ come dire che si stavano facendo troppo condizionare dal lavoro, erano sempre in tour, quindi alla fine erano schiavi del potere e di se stessi. Il fatto che [i Maiden] cercassero questi messaggi sociali è qualcosa in cui vi identificate oppure i NILE si occupano dell’Egitto in senso stretto?
Beh, dipende dalla canzone, qualcuna richiama HP Lovecraft, altre invece hanno qualcosa di più simbolico, ad esempio la canzone The Blessed Dead ha sempre avuto quel tipo di cosa. The Blessed Dead in pratica racconta di come tutti gli scribi, gli artisti e gente così, erano schiavi e non potevano permettersi una sepoltura adeguata. Quindi sai, essendo un musicista Death Metal, riusciamo a star bene, ma non è che guadagniamo un milione di dollari. Quindi noi non saremo mai I Morti Benedetti. Capisci cosa voglio dire. [Quello che mi hai chiesto] Lo associo a quello. Abbiamo un po’ di pezzi così, ma non veramente [nostro stile]. Di solito è roba storica, o robaccia spaventosa e maligna, come HP Lovecraft.

OK quindi a voi non va la modalità Megadeth, tipo politica e cose del genere.
No, decisamente non siamo affatto così. Certo, ci sono sempre delle parti di storia antica che si rifletteranno più e più volte [sul presente], mentre l’umanità continua, quindi ci saranno cose che si ripeteranno sicuramente.

Certo, beh devo dirti che mi piace molto il vostro ultimo album, ultimamente li sto ascoltando un po’ tutti, e in Italia ha ricevuto delle buone recensioni.
Grandioso.

Tuttavia una cosa che si dice è che non porta con sé molta novità. Diresti: ottimo, vuol dire che siamo coerenti, e ce ne vantiamo, oppure in qualche modo è una limitazione?
No, è quel che è. Siamo NILE, facciamo ciò che facciamo, la gente ci amerà o ci odierà, ed è una lama a doppio taglio, perché da un lato se rimani troppo uguale da album ad album sarai come dire, quelli là non fanno mai niente di diverso, se hai sentito un loro album li hai sentiti tutti, mentre d’altro canto se cambi troppo, allora perdi la tua identità, chi sei.
Ed è ciò che non vuoi. Noi cerchiamo di continuare di album in album. Quando lo metti dentro senti che sono sicuramente i NILE. Ti accorgi subito che sono i NILE. Tuttavia, ogni album ha la sua personale pulsazione. Sai, a me Annihilation of the Wicked sembra un album molto selvaggio, martellante, brutale. Mentre Ithyphallic ha gli stessi elementi ma è più oscuro e un pochino più melodico e non così pazzesco. Ma ci sono sempre quegli elementi in tutti i dischi. Noi vogliamo roba molto veloce, molto lenta, roba intermedia, vogliamo utilizzare quante più espressioni possiamo, sai, ma sempre rimanendo all’interno del format della band. E quest’ultimo cerchiamo sempre di espanderlo.

OK. Beh, questo mi porta a un’altra domanda: qual è la vostra formazione musicale? Voglio dire, i NILE sono conosciuti per essere tecnicamente eccellenti, infatti si parla di Technical Brutal Death Metal.
Esatto.

Avete studiato, non so, musica classica, o siete andati in qualche modo a scuola di musica?
No. Io ho cominciato con la musica quando ero davvero giovane, probabilmente circa a nove anni, e ho cominciato sulla batteria. Sia io che Karl abbiamo iniziato a suonare in gruppi vari verso i 15/16 anni, e io ho cominciato con la chitarra a 13 anni mi pare. Sì direi a 13 anni la chitarra.

Quindi ti diresti autodidatta.
Sì, mi sono insegnato tutto. Ho scelto poi un corso di Teoria Musicale alle superiori. E ho più o meno letto e imparato altre cose. Scale, arpeggi, sai, cazzate che di solito non usi mai! Si tratta tutto di come muovi le dita, e basta!
[risata]

Sì, certo. Prima hai accennato al fatto che un gruppo Death Metal non diventa miliardario.
Sì.

Ma, voi lavorate? O fate solo i NILE?
Facciamo solo NILE.

Ah. Beh questo è già un ottimo traguardo, no?
Sì, sì, siamo contenti, siamo contenti. Anche se non potessimo farlo, se non potessimo andare in tour, suonerei comunque per i NILE. Amo la musica che facciamo, e di certo non si tratta di quello [denaro]. Posso sempre fare soldi in qualche modo, non mi preoccupano i fottuti soldi!

Bello. Mi piace!
Sì, sai, prima di fare questo riparavo TV e videoregistratori e robaccia del genere. Oppure un lavoro da magazziniere, mulettista, quello che ti pare. Voglio dire, puoi sempre fare soldi. La cosa più importante sai, è che posso suonare la mia chitarra. E che possiamo suonare la musica che vogliamo suonare e scrivere le canzoni che vogliamo scrivere.

Certo. E’ molto bello questo. Credo sia un messaggio.
Cosa pensi della scena metal americana in questo momento?

Credo vada abbastanza bene. Almeno per noi. Quest’anno ad aprile abbiamo fatto un tour da headliners che è andato molto bene. E poi l’anno scorso abbiamo fatto l’Ozzfest. Quell’occasione ci ha aperto molte porte, sai, potendo suonare davanti a così tanta gente, ogni giorno. Siamo stati via quasi due mesi. E nei giorni di pausa, perché l’Ozzfest si faceva un giorno sì e uno no perché ci si mette un giorno a montarla quella cosa, beh nei giorni liberi facevamo i nostri show da headliners in locali e in qualsiasi posto potessimo. Ci teniamo occupati!
[ride]

Ottimo, ottimo, quindi secondo te il metal è tornato?
Sì, voglio dire, ci sarà sempre. Lo dico spesso alla band, certe notti quando suoniamo: tutta questa merda trendy che è focalizzata sull’immagine, preoccupata di come la gente si veste e tutto questo schifo, arriverà e se ne andrà, mentre il metal, il metal ci sarà sempre. Sai, non morirà mai, perché ci vuole un certo paio di orecchie per apprezzarlo, e capisci immediatamente che non a tutti piacerà, e questo è una cosa buona. Non è per tutti. Non è di ascolto facile.

E non è nemmeno di esecuzione facile!
[ride] Sì, esatto!

Beh, grazie, c’è qualcos’altro che non ti ho chiesto e che vorresti dire?
No, no.

Salutare i lettori?
Ciao lettori! [ride]

Fantastico, grazie mille, ci godremo lo show stasera.
Grandioso grandioso. Sarà un ottimo show.

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