I The I Don’t Know sono un quartetto proveniente dalle parti di Ceva (CN) e fautori di un heavy metal fiero e classico quanto basta. Iron Maiden, Megadeth ed un pizzico di W.A.S.P. fanno da ingredienti principali per un sound che di moderno non ha veramente nulla, ma che piace proprio per questo. Night In The Mind è il primo disco della formazione piemontese ed altro non è che una raccolta di due Ep autoprodotti messi insieme sotto l’ala protettrice della Nomadism Records, la quale si prende carico della promozione di questo lavoro.

Anzitutto va detto che la differenza di suono tra le due metà che compongono il disco è abbastanza palese, con un netto pollice alto per la prima delle due porzioni, più bilanciata e trascinante rispetto alla seconda che, invece, risulta essere meno corposa. Stefano, Matteo, Luca ed Andrea ci mettono molto del loro, ma il sound che ne scaturisce è inevitabilmente frutto delle loro influenze, cosa che, per inciso, non è affatto un male, trattandosi di un debutto.

Scendendo nel dettaglio delle canzoni, va dato plauso alla band di aver saputo creare diversi episodi molto riusciti (Give Me The Light e Fire & Flames sono tra i migliori), mentre altri restano un gradino sotto di essi e, seppur riescano a convincere abbastanza, rimangono comunque in ombra. Tale casistica è rispecchiata da Inspiration, brano interlocutorio ed un po’ troppo “statico” per rispecchiare appieno l’umore irruento del disco. Salvo tale episodio va comunque detto che Night In The Mind è un prodotto fatto con criterio, forte di un songwriting certamente non maturo, ma per questo anche terribilmente divertente. Sexy Mother è un inno tanto semplice quanto trascinante e non può essere preso sul serio, così come Shit Riff è un’ode alla linearità compositiva che rende dannatamente bene.

Concluso l’ascolto delle dieci tracce dell’album non rimane che fare un plauso ai The I Don’t Know, i quali sono stati capaci di confezionare un lavoro che non pretende di cambiare le sorti dell’heavy metal, ma che comunque, fatto salvo dei piccoli difetti già evidenziati, si fa ascoltare con grande piacere e scorrevolezza. Ora aspettiamo di vederli dal vivo perché, se mantengono le promesse fatte su disco, dal vivo potrebbero essere una vera bomba.

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