La regola applicata da questo guitar-hero scandinavo Niels Vejlyt  alla sua concezione di musica è una: fare elegantemente un disco progressive metal.  Con alle spalle tanta gavetta e voglia di suonare bene il suo strumento, oltre a un sito dove presenta diversi esercizi su scale ben riproposte, questo ragazzo danese si mette in mostra con il suo primo disco da solista intitolato “Sthenic” che risulta essere quindi un manifesto, una fusione verso quella musica espressa da idoli per eccellenza tipo Y.Malmsteen (ascoltare  “My Little Rascal”), J. Satriani (con l’intro sulla prima traccia “Grace”),  S. Vai ( con la non troppo lontana “Die Today” ), che incontrano adolatori verso il progressive strumentale tra i piu’ recenti come quello dei Liquid Tension Experiment (ne sono la prova la rocciosa “Meteors” e la trascinante “Winter hits My Little”) . Da sottolineare come questo bravo ragazzo riesce a trasmettere attraverso l’ascolto del cd interamente strumentale dei suoni che oltre a sottolineare il virtuosismo espresso dallo stesso, quegli elementi comunicativi e tipici del prog d’autore che riescono molto bene ad abbinarsi con gli altri strumenti che la accompagnano, mantenendo sempre invariata l’indole metal nel suono stesso. Difficile quindi trovare paranoie in questo album, aleggia solo una gran voglia di fare buona musica. Tecnicamente il combo non si discute, tra cui spicca il nome del ex bassista dei Pain Of Salvation Kris Gildenlow, drumming sempre all’altezza dei ritmi piu’ variegati, e chitarra e basso che si intrecciano cosi finemente da divenire piacevole sintonia.  Acquisto caldamente consigliato a tutti i fanatici della musica prog d’autore. Elegante

 

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