Fate un salto negli anni ’70, anche se non li avete vissuti non importa. Pensate al punk ed al glam rock dell’epoca: Ramones, Sex Pistols, ma anche T-Rex, Dinosaur Jr. e David Bowie. Fatto? Ora cercate di focalizzare l’umore dell’epoca e l’odore che si respirava in quegli anni soprattutto negli States, reduci da una rivoluzione hippie riuscita fino ad un certo punto e con un senso di ribellione generazionale non ancora ottenebrato dai mezzi di comunicazione di massa.

In questo contesto viene fuori una band che dura lo spazio di tre anni e che si auto-definirà anni dopo come la più famosa band sconosciuta d’America: i New York Dolls. Fosse anche solo perché hanno dato il via alla carriera di un certo Johnny Thunders, le bambole di New York dovrebbero essere idolatrate per i secoli dei secoli, invece, a seguito della reunion del 2004 con soli 3 membri originali (il cantante David Johansen, il chitarrista Sylvain Sylvain ed il bassista Arthur Kane, deceduto soli 22 giorni dopo il concerto di reunion) i Dolls hanno raccolto ben poco se non l’ammirazione per una carriera da vere e proprie anime maledette del rock.

Arriviamo nel 2011, 40 anni dopo la fondazione della band, ed i sopravvissuti sono solo 2 dopo tantissimi decessi succedutisi negli anni. Il traguardo tagliato oggi è quello del quinto album in studio ed il titolo è Dancing Backward In High Heels, ma sembra non sia passato un secondo da quegli anni ’70 che tanto affascinano ancora ai giorni nostri. La registrazione, gli arrangiamenti, la voce grezza e sgraziata di Johansen ci portano direttamente indietro nel tempo per un party fatto di rock’n’roll senza ulteriori categorizzazioni. Come se il tempo non fosse mai passato, pezzi come Streetcake, I’m So Fabolous, End Of The Summer hanno il potere di far riassaporare quel gusto del proibito senza mai scadere nel ridicolo o nell’autocelebrazione.

Oltre a questo, non paghi di aver dato alle stampe un gran disco (seppur inferiore alla produzione passata, s’intende) questi figli bastardi dei Rolling Stones allegano al tutto anche un bonus dvd contenente alcune scene di vita della band durante le registrazioni e degli spezzoni tratti da uno show tenuto a Newcastle.

Insomma, un album che non deluderà affatto chi è affezionato al sound della band e vuole ritornare con la memoria ai bei tempi andati in cui si stava meglio quando si stava peggio e così via. In ogni caso il valore della band non si discute e tutti dovremmo tributare onorificenze ai New York Dolls solo per il fatto di esistere. Oltre al fatto che anche Blackie Lawless (W.A.S.P.) ha transitato tra le fila dei Dolls nel 1975 subito dopo l’abbandono di Johnny Thunders, gente come i Guns N’ Roses, Rod Stewart ed i Kiss non ci ha pensato due volte a fare il loro nome parlando delle proprie influenze. Cosa aspettate, quindi, a colmare questa lacuna?

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