In quel di Rossiglione mi incontro con i Nerve dopo un live act davvero ottimo per una simpatica chiacchierata sull’ultima uscita “Hate Parade” e sul tour che stanno intraprendendo…

Benvenuti su Heavy-Metal.it!! Innanzitutto complimenti per l’ultimo full lenght “Hate Parade” che vi ha portato in giro per l’Italia e per l’Europa con band come Cynic, Napalm Death ed Hate. Ci parlate della realizzazione dell’album?

Fabio: Il disco lo abbiamo registrato da Tommy sotto la sua supervisione e la produzione è interamente Nadir Music. E’ stata una bella esperienza, la seconda con Tommy, che oltre ad essere un grandissimo professionista è anche un amico per noi dato che ci conosciamo da tanti anni. Rispetto al primo album, che abbiamo registrato in poco tempo, su questo ci siamo concentrati di più sulla fase di composizione/arrangiamento per fare una cosa fatta bene ed abbiamo perso un sacco di tempo sulla pre-produzione, che abbiamo fatto per gli affari nostri nel mio studio. Infine abbiamo lavorato con Tommy sui brani ed in seguito siamo andati a registrarli.

Rispetto al primo album, a livello di produzione, quali differenze possiamo notare?

Fabio: Rispetto al primo album è molto più compatto e chiaro come direttive stilistiche, infatti il materiale in sede live ci ha dato ragione!

Come viene composto un brano tipo dei Nerve?

Fabio: Dipende, ad esempio nel caso di Hate Parade abbiamo lavorato in fase di pre-produzione tirando giù delle strutture di chitarra e batteria per poi lavorare su tutti gli arrangiamenti fino ad arrivare alla voce. Abbiamo lavorato in modo molto pratico in studio, registrando degli spezzoni, delle idee, per poi buttare giù una bozza facendo un montaggio del brano e scendendo infine nel dettaglio.

Per le liriche cosa mi dite? Cosa trattano e come vengono inglobate al brano ancora strumentale?

Fabio: Anche qui dipende, alcuni testi sono nati intorno al ritornello pensando ad una linea melodica particolare come per esempio “Shelter” nell’ultimo album; in quel caso tutto l’arrangiamento armonico/melodico del pezzo si è aperto in base al ritornello. In genere è un lavoro che facciamo dopo aver terminato la stesura dei brani, anche perché la metrica del pezzo può ancora modificarsi per l’adattamento al testo.

Finora ho scritto tutti i testi io e le tematiche sono a tratti abbastanza personali o riguardanti tematiche che girano attorno all’odio o comunque a contrasti che nascono nelle relazioni interpersonali e da tutto ciò che ne deriva, come può essere un litigio con l’amico o la fidanzata e più nel dettaglio l’emozione che viene fuori da un contesto in cui avviene qualcosa che magari non si riesce ad accettare o che si fa fatica a digerire.

Avendo appena finito di suonare cosa ne pensate del live appena fatto?

Fabio: Beh, direi che è andata piuttosto bene, abbiamo avuto un’ottima risposta ed eravamo molto carichi e convinti anche perché non suonavamo da un po’ di tempo, dalla data di Pescara ad inizio maggio.

Quali band vi hanno influenzato maggiormente e con quali vi piacerebbe suonare?

Fabio: Diciamo che con una delle band che ci ispira di più abbiamo avuto la fortuna di andarci in giro in Europa, più che altro in Polonia, dove abbiamo fatto un tour di tredici date, sono i Decapitated.

Come è andata?

Fabio: E’ stata una bella esperienza perché conoscendo la situazione dei Decapitated, per loro era il ritorno in patria e di conseguenza ci aspettavamo una grande risposta di pubblico e così è stato!

Siete stati accolti bene?

Fabio: Sisi devo dire che ci hanno accolto molto bene!

Avete qualcosa di nuovo che bolle in pentola?

Fabio: Siamo attualmente dietro la fase compositiva del nuovo disco, che ancora non è compatto, quindi è difficile dare una previsione a livello di stile. Sicuramente, quel poco che abbiamo tirato fuori è fortemente melodico e decisamente estremo!

Sarà più violento di questo “Hate Parade”?

Fabio: Forse è presto per dirlo ma l’intenzione è quella!

Quali obiettivi vi siete prefissati di raggiungere a breve?

Ermal: Un tour in Russia!

Jacopo: Si, vorremmo allargare gli orizzonti verso l’est Europa dove abbiamo visto che principalmente la scena di quelle zone è più volta verso il metal estremo.

La trovi più calda come scena?

Jacopo: Si, più che altro è molto interessata. Ci abbiamo fatto tre settimane, a gennaio 2010, e ad esempio in Repubblica Ceca il nostro genere era più apprezzato, diciamo che va più di moda, quindi l’idea era di fare  un tour e si pensava alla Russia, poi vediamo cosa uscirà!

Che rapporto avete con internet? Lo trovate utile o dannoso?

Jacopo: Chiaramente la musica si è molto sviluppata negli anni, all’inizio poteva sembrare che internet rubasse delle vendite ma penso che per band piccole come noi è solo un bene. Molta gente riesce ad ascoltare la tua musica, si possono raggiungere molte persone! Per me è pubblicità, anche perché poi se uno è interessato viene a vederci dal vivo!

Massi: Per noi l’obiettivo non è vendere ma che arrivi la musica a più gente possibile.

Ermal: L’obiettivo è farsi notare perché c’è un mare di underground ovunque, qui in Italia tra l’altro c’è un underground pazzesco con gruppi veramente validi secondo noi che fanno fatica ad emergere, quindi con il download si arriva all’utente finale che è l’ascoltatore dandogli la possibilità di scegliere se vale o no la pena di andarlo a vedere.

Jacopo: Poi i musicisti come noi guadagnano più dai live che dalle vendite, per quello che ci interessa la pubblicità che possiamo fare via internet.

Parlando di scena italiana cosa ne pensate? C’è qualche band con cui vi rapportate meglio o che ritenete particolarmente valida?

Ermal: Beh, i nomi grossi si sanno quali sono, anche in questo festival abbiamo band come la Strana o gli Skanners che suonano da una vagonata di anni e continuano a suonare perché sono proposte veramente valide, oltre a grandi come Sadist ed Extrema, i quali dal vivo sono una band che ha un impatto veramente pazzesco!

Per quanto riguarda l’underground è difficile fare dei nomi sopra a tutti visto la vastità della scena che ha inoltre un livello medio alto in generale visto che la gente si è evoluta.

Adesso infatti le persone registrano in casa, non è come una volta che avevi bisono dell’amplificatore e della batteria per registrare, ora con un po’ di inventiva i pezzi li fai anche a casa, quindi quello è anche un incentivo per migliorare.

Grazie mille per il tempo concesso e per la disponibilità, lascio a voi la chiusura con un messaggio ai fans ed ai lettori di Heavy-Metal.it.

Ermal: Grazie a te per l’intervista e grazie ad Heavy-Metal.it. A tutti quelli che ci seguono e che ci conoscono diciamo di supportare la scena!

Fabio: Esatto chiediamo a tutti di supportare la scena perché band come noi e come tante altre investono molto dal lato emotivo quindi un po’ di aiuto non farebbe male. Perciò supportateci!

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