Nera Nature è un progetto parallelo dell’affascinante cantante dei symphonic blacksters polacchi Darzamat”, una band che negli ultimi diciassette anni ha riscosso tantissima attenzione nell’ambito del metal estremo. Agnieszka Gorecka in arte Nera Nature, intraprende la strada solita, abbracciando il mondo musicale gothic con questo album di esordio  “Foresting Wounds, ove la sua voce così passionale,così  angelica e decisamente ricca di talento, si fonde a leggeri accompagnamenti strumentali. Il full-length di dodici canzoni ridefinisce il concetto di voce femminile, che si scontra con chiare tematiche oscure e racconti scaturiti dal profondo dell’anima, affiancati da una chitarristica pregevole e una capacità compositiva delle lyrics non indifferente. I Neranature” si presentano con un sound costituito prevalentemente dalla presenza predominante di atmosfere melodiche molto semplici e rilassate, sostenute talvolta da pesanti ma per nulla inappropriati riff di chitarra elettrica. Esse posso garantire l’inserimento del cd in un contesto di sound più duro rispetto alla musica commerciale dei giorni nostri, ma che è ben distante a quello che tutti noi siamo abituati ad etichettare come gothic o symphonic metal vero e proprio. Certamente questa scelta è stata operata per incrementare il potenziale commerciale della musica proposta, data la facilità di ascolto e dell’estrema semplicità dei brani proposti. La strumentazione in questo full-length viene un po’ messa da parte lasciando carta bianca al cantato, infatti basso e batteria sono relegati in secondo piano: le ritmiche composte da Marek e Wojciech sono abbastanza uniformi e standard. Non si riscontrano mai cambi di ritmo decisivi o comunque inaspettati; ciò toglie molta dinamicità e movimento ai pezzi che rimangono sempre ritmicamente piatti e monotoni. Nonostante tutto questo bisogna dire che il songwriting è buono e garantisce un ascolto pulito dei brani, tra le varie canzoni del cd quelle che nell’ascolto hanno riscontrato il mio maggiore interesse vertono quasi tutte su quelle più melodiche e quelle con maggiore ispirazione di rock orientaleggiante, decisamente più accattivanti e suadenti.

Da citare sicuramente è l’intensa atmosfera che riesce a conferire “Oblivion”, sia per base strumentale che per capacità di coinvolgimento, dotata di un chorus davvero ben riuscito e di linee melodiche apprezzabili, riesce a spiccare in cima alla classifica dei brani di “Foresting Wounds” più riusciti. “Before” ricorda molto per ispirazioni band prettamente symphonic di livello internazionale; poco riesce a trasmettere di gothic, ma rimane comunque un ottimo brano da ascoltare, come anche “Someone”, brano conclusivo del full-length. Pessima invece è la cover realizzata dai NeraNature in questo cd: sto parlando di “The World Is not Enough”, celebre pezzo firmato dai Garbage, gruppo inglese dedito al più classico pop-rock. Rimane forse troppo personalizzato come cover, non rispecchiando più quelle che erano le principali basi del sound di quello che era il brano originale; se si potesse dire che hanno riprodotto con il loro stile questo pezzo e che sia più o meno orecchiabile dell’originale poco potrebbe importare, ma personalmente mi sento di dichiarare che se si intraprende la strada della cover, soprattutto ad alti livelli, o la si personalizza in modo originale oppure è meglio riproporla totalmente uguale. Il copia e incolla in ambito musicale poco riesce a giovare se non si è veramente talentuosi e non si ha affiatamento come band. In NeraNature, Agnieszka Gorecka è la protagonista indiscussa, il resto della band sono comparse più o meno indispensabili.

C’è poco d’aggiunge a quanto riportato sopra; il gruppo di polacchi riesce qualche volta a garantire un buon ascolto di ottima musica, ma non riescono a creare incisività con i loro brani. A mio giudizio è colpa dei ritmi troppo piatti e della poco e solida coesione all’interno non solo nella band, ma nella costruzione dei brani. In generale “Foresting Wounds” si attesta su livelli quasi di sufficienza. Il lavoro è diretto a tutti gli appassionati del ”metal” più melodico e facilmente orecchiabile, poco ha da spartire con grandi band della scena internazionale di questo genere.

 

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