“N Crugu Bradului” si è rilevato come uno dei dischi black metal più belli nonchè originali del 2003; con l’aiuto del disponibile Negru andiamo a conoscere come ha preso vita questo piccolo capolavoro.

Allora Negru, innanzitutto vorrei farvi i più vivi complimenti per il disco. In italia siete poco conosciuti, vorresti parlarci un po’ della storia dei Negura Bunget?
Beh, ti ringrazio molto! Effettivamente non siamo granchè conosciuti lì da voi, ma spero che le cose man man cambino!
Emersi dalle altezze spirituali delle lande immortali, i Negura Bunget iniziarono nel 1995 il loro viaggio nel black metal come un duo, rappresentato da Hupogrammos Disciple’s alla chitarra/voce/tastiera e da Negru alla batteria. Il primo demo, “From Transilvanian Forest”, fu registrato ai Magic Sound Studio di Bucarest nel novembre 1995 e pubblicato alla fine dell’anno sotto il nome originale della band, Wiccan Rede.
Aiwazz Valah Disciple era nella band quando il demo fu registrato, ma se ne andò poco dopo. La prima esibizione live si tenne ad un festival a Bazau nel giugno 1995, e fu seguita da concerti in giro per tutta la Romania. I Negura Bunget iniziarono la loro esplorazione spirituale del mondo e della spiritualità dei propri antenati con il debut album “Zirnindu-Sa”, pubblicato alla fine del 1996 dalla neonata etichetta rumena Bestial Records.
L’album fu registrato nell’ottobre di quell’anno, sempre ai Magic Studios di Bucarest. Le 8 tracce dell’album non propongono altro che Puro Transilvanian Black Metal. “Zirnindu-Sa” portò non solo il cambiamento di nome, ma anche una ideologia completamente nuova ed un coinvolgimento personale pià profondo.
L’album fu piu’ tardi distribuito su CD dalla etichetta statunitense Breath of Night Records. Alla pubblicazione dell’album fecero seguito ancora una volta concerti in tutto il paese.
Il dicembre 1998 vide la seconda uscita a nome Negura Bunget, il mini “Sala Molska”, sempre su Bestial Records. Il materiale fu registrato nel giugno-agosto 1998 presso lo Show Factory Studio di Timisoara.
Con l’ingresso nella band del terzo membro ufficiale, Spurcatu, alla chitarra e al basso, le 4 tracce di “Sala Molska” rivelarono un sound molto piu’ diretto, complesso, aggressivo, atmosferico, veloce… in sintesi, La Musica della Spiritualità Transilvana.
La band suonò nel giugno 1999 all’Open Hell Festival di Volyne (Repubblica Ceca) insieme ad Avenger, Silent Stream of Godless Elegy, Root e Maniac Butcher. La line-up vide Vampir al basso e Daniel (dei Thy Veils) alle tastiere; seguirono numerosi concerti in Romania.
“Maiastru Sfetnic” è invece la terza opera dei Negura Bunget. L’album fu registrato presso il Bilutza Studio di Timisoara nel giugno 2000 ed è disponibile in uno speciale formato digipak (ideato e realizzato a mano dagli stessi Negura Bunget) ed in cassetta: entrambi sono editi dalla Bestial Records. Sono disponibili anche T-shirts e Longsleeve.
(oh ma che è? ci spara la biografia pubblicitaria? mo’ mette anche i prezzi? eheheh ndF) Più di 56 minuti per sole 6 epiche tracce, misteriose, malvagie, vertiginose, atmosferiche, veloci ed aggressive… a rappresentare la visione della band di come dovrebbe essere un mondo basato sul black metal.
Seguirono altri concerti a Belgrado, Szombor, Budapest e Bucarest, con band del calibro di May Result, Stone to Flesh, Christian Epidemic, Land of Charon, Ahriman.
La nuova line-up dal vivo vide Vampir impegnato alle tastiere ed Ursu al basso.
“Maiastru Sfetnic” porto’ poi la band a firmare un nuovo contratto per tre album con l’etichetta italiana Code666 Records. Una nuova traccia venne registrata apposittamente per la compilation della Code666 “Better Undead than Alive”, ed il primo video della band fu girato per la medesima canzone (“Vazduh”) sulle montagne della Transilvania.
Nel giugno 2002 i Negura Bunget sono entrati nuovamente nei Magic Sound Studio per registrare il proprio quarto album, il primo per la Code666. “N Crugu Bradului” puù essere visto come un faticoso viaggio attraverso le essenze della tradizione spirituale transilvana. Solo 4 tracce, a rappresentare simbolicamente le 4 stagioni attraverso una evoluzione lunga un anno, nonchè 54 minuti del black metal più concettuale.

Dalla struttura delle canzoni si direbbe che “‘N Crugu Bradului” sia un concept album. Vuoi parlarci dei testi?
Hai indovinato, è davvero un concept album. Le quattro canzoni provano ad offrire una visuale ciclica “completa” della spiritualità rumena come un’entita singola, completando un ciclo completo di 4 stagioni, un periodo di un anno nel quale si intraprende un metaforico viaggio iniziatico nella spiritualità.
Differenti tipi di tradizioni, pratiche e credenze sono simbolicamente presentate nei testi, ciascuno dedicato ad una stagione particolare.
Ad ogni modo il fulcro del discorso non sono tanto le stagioni, quanto l’evoluzione, il passare del tempo, i cicli che ricorrono a creare la tradizione. Fin dal principio con questo album volevamo trattare più o meno come una singola entità la spiritualità rumena.
Non volevamo soffermarci su un qualche suo aspetto particolare, bensì trattarla in una visione generale.

Io trovo il vostro sound originalissimo, vuoi per la ricercatezza dell’atmosfera, vuoi per l’uso di melodie, vuoi anche per certi passaggi di musica folkloristica del vostro paese. Da dove traete ispirazione per comporre?
Noi vediamo l’album come un viaggio spirituale nell’essenza della tradizione spirituale rumena, come un’iniziazione al mistero transilvano. Quindi ovviamente la tradizione spirituale transilvana è stata la nostra fonte di ispirazione piu’ importante. Ci siamo visti come dei semplici intermediari di questa spiritualità, “usati” per farla andare “oltre tutto quanto”. In questo processo non siamo importanti come individui; l’unica cosa che conta è la spiritualità.
D’altra parte, credo che l’ispirazione si trovi soprattutto dentro di te, ed incanalarla nel processo creativo è tutto sommato un rituale.
Almeno, così è come la vediamo noi. Dovevamo essere ben preparati come individui per potere comporre questo album nel modo giusto, questo è il motivo per il quale lo vediamo come un processo iniziatico (sia per noi che, possibilmente, per qualcuno degli ascoltatori).

Come mai definite il genere da voi proposto “Primitive Transilvanian Metal”?
A dire la verità è stata una frase inventata dalla Code666 per promuovere il nostro ultimo album… non ci piace particolarmente. Non ci interessa usare parole pretenziose per descrivere la nostra musica: alla fin fine lo consideriamo Black Metal, ed è questa la cosa piu’ importante.

Non avendo mai ascoltato i vostri primi lavori vorrei sapere se il vostro stile musicale è sempre stato lo stesso o se si è formato con il passare del tempo; magari anni fa suonavate musica più diretta e pesante!
Credo che la nostra musica si sia evoluta molto con ogni nuova pubblicazione. Abbiamo lavorato moltissimo su ciascuna di esse, e questa è una cosa che credo si noti facilmente. Ma non direi che siamo partiti da basi completamente diverse: c’è un elemento comune che si ritrova un tutte i nostri lavori, ed anche se non è troppo evidente, c’è sicuramente. All’inizio avevamo un approccio più “energico” al black metal, poi con il passare del tempo direi che abbiamo raffinato un po’ la foggia delle nostre composizioni e, si spera, anche raggiunto una visione più matura e quindi saggia degli argomenti spirituali che hanno sempre accompagnato la nostra musica.
Ma durante tutta questa evoluzione le nostre idee fondamentali non sono cambiate, si sono solo evolute in modo naturale: per questo motivo credo che una continuità esista.

Com’è la scena metal nel vostro paese? Parlando con il vostro amico, manager della Bestial Records, ho scoperto che le cose non vanno poi così tanto bene!
E’ veramanete una situazione piuttosto triste da queste parti. Ci sono pochi concerti e festival, ed ancora meno riviste e shows alla radio o in TV… quindi non c’è un vero supporto per le bands.
Devi semplicemente fare tutto da te. E siccome la situazione economica in Romania è anch’essa piuttosto difficile, è complicato avere una band da queste parti. Ma ci sono alcuni gruppi interessanti, che a fatica sopravvivono in queste condizioni avverse. Credo sia una cosa fantastica! E ancora, quest’anno è andato piuttosto bene, ci sono stati più festivals rispetto agli scorsi anni, e quindi forse è in atto un lieve miglioramento… sarebbe sicuramente una gran cosa!

Per questo motivo vi siete spostati dalla Bestial Records alla nostrana Code666?
Avevamo un ottimo rapporto con la Bestial Records, ma alla fine si tratta di una piccola etichetta underground rumena… la Code666 puo’ fare molto di piu’ per noi, promuovere la nostra band dappertutto, ed allo stesso tempo darci la stessa libertà creativa alla quale eravamo abituati.
E’ per questo che abbiamo firmato con loro.

Ora una domanda che di musica ha ben poco; ho saputo che in romania, oramai, convivete con i soldati americani che, invadendo il vostro paese (città,aereoporti ecc…), si preparano all’attacco dell’Iraq. Cosa ne pensate della situazione che si sta creando, situazione che degenera di giorno in giorno e che ci mette a tu per tu con una guerra sempre meno inevitabile?
C’è una sola base americana qui in Romania che viene usata per supportare gli sforzi bellici in Iraq (e non è una cosa diretta, cioè non partono gli aerei da combattimento, è più che altro un supporto logistico). Al momento in realtà stanno pensando di chiuderla! Comunque sia, l’opinione pubblica è molto aperta all’idea di una presenza militare americana in Romania, poichè la vedono come una garanzia di sicurezza nonchè come un qualche incentivo per l’economia. Nonostant io non sia un gran sostenitore di questa idea, non credo che a causa sua avremo grosse ripercussioni…

Spero con tutto il cuore di vedervi suonare in italia, avete tour in programma?
Mi spiace, per il momento non c’è ancora niente di definito! I ragazzi della Code666 ci stanno lavorando, e non appena qualcosa sarà organizzato, ti faro’ sicuramente sapere! Sarebbe un grande piacere anche per noi suonare laggiù in Italia.

“‘N Crugu Bradului” è il vostro terzo disco, un traguardo che ogni gruppo vorrebbe raggiungere (nel bene o nel male). I vostri sogni, dal punto di vista musicale, si sono realizzati? Siete soddisfatti di ciò che avete creato col passare degli anni?
Sì, siamo piuttosto soddisfatti dei nostri lavori finora. Abbiamo piani più grandi per il futuro, ma credo che la linea che abbiamo seguito fin dal primo disco ci ponga ora in una posizione dalla quale ci si aprono grandi orizzonti da esplorare, in futuro.

Ora è il turno vostro, lasciate un messaggio per i lettori di Heavy-Metal.it !
Grazie infinite per il supporto! Stay Black! E che ZSALAMOLKXISA illumini il vostro cammino!

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