Riguardo agli anconetani Nefesh, tutto si esplica con due righe tratte direttamente dal loro sito ufficiale “…riuscire a comunicare qualcosa senza pensare a che genere far parte o con che etichetta essere catalogati”. La frase, nella sua brevità di fondo, racchiude alla perfezione quello che è il credo artistico della band italiana, impegnata in prima persona nella proposizione di materiale sonoro che esca al di fuori dei soliti pattern prestabiliti o di genere. Con questo omonimo (nonché primo) demo-cd, i Nefesh raggiungo in pieno l’obbiettivo prefissato in virtù di una proposta sonora che rimanda a più settori del metal propriamente inteso senza per questo, però, sceglierne uno soltanto come punto focale. C’è davvero di tutto in un lavoro di questo tipo, in grado di passare dal thrash di stampo moderno al power, dal prog al gothic, dal dark al nu metal in una sorta di compendio sonoro che abbraccia tutte quelle che sono le influenze artistiche dei cinque musicisti anconetani e che le riversa in maniera del tutto nuova in questo indefinibile “Nefesh”. Anche la durata media dei brani, secondo quest’ottica, è assolutamente anomala, con un minutaggio medio che sfiora i dieci minuti per soli quattro pezzi presentati. L’intelligenza con cui soluzioni così differenti e lontane si susseguono è francamente disarmante, così come la cura riposta dai ragazzi nella produzione e negli arrangiamenti. L’unico neo di questo lavoro, se così possiamo chiamarlo, è il necessario e prolungato numero di ascolti che servono per capire tutte le sfaccettature del prodotto. Insomma, non aspettatevi niente di ordinario in questo lavoro, la band ha fatto di tutto per spiazzare l’ascoltatore meno smaliziato ed il risultato è un gran bel demo-cd di musica personale ed incatalogabile. Un modo davvero maturo per affrontare (e domare) la propria fantasia compositiva.

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