Per celebrare i 25 anni di attivita’ e quindi l’evento dell’anniversario, le cosidette “nozze d’argento” ribattezzate per il contesto come “nozze di sangue” quale modo migliore, per i grandi padrini del black-death metal nostrano Necrodeath questo nuovo album dal titolo “Old Skull” per questo primo lavoro in assoluto di autoproduzione appoggiato alla Scarlet per la prima distribuzione. In questo che non si tratta di un semplice album, ma bensi’ del tributo per antonomasia a quelle che sono state le influenze della band nel corso dei loro lunghissimi anni e non sempre fortunatissimi viste le vicissitudini interne alla band, vista la scena che non gli ha permesso gli allori di altre band oggi piu’ blasonate, ma permettendogli di far da fonte d’ispirazione a band come Immortal, Cradle of Filth e At The Gates tanto per citarne qualcuna, ed è proprio vero che il se buon vino sta’ nella botte piccola, i “vecchietti” genovesi e non me ne vogliano per questa affermazione, oggi si ripresentano piu’ vivi che mai onorando in questo album tributo con pezzi pieni di energia, momenti furiosi ed aggressivi che si alternano ad intervalli riflessivi ed emozionali tutta la loro intera carriera di influenze per una splendida prova nel suo totale.
L’unica canzone figlia della creatura originale dei Necrodeath che si trova in apertura dell’album e la tanto osannata “Mater Tenebrarum” per l’occasione proposta anche con la versione originaria, riarrangiata in questa nuova versione 25 anni dopo (ascoltare anche la prima per notare la differenza) si presenta ancora piu’ spettacolare, con la sua cattiveria rimasta sempre intatta , in attesa di essere riproposta dal vivo,con la partecipazione straordinaria per l’occasione di un ospite illustre come Wild dei Bulldozer come voce aggiunta ad omaggiare questo vero e proprio inno. Poi spazio alle cover e via con la splendida ”Black Magic” degli Slayer tratta originariamente dalla pietra miliare “Show No Mercy” ricordato tra l’altro per i suoi testi non facili, suonata magistralmente con il suo crescendo di violenza che non fa altro che ripercuotere sulle nostre ossa la stessa intensita’ dei tempi .Altro caposaldo della scuola death metal quella piu’ melodica, un capolavoro per chi conosce i Bathory, e cioè “Raise To Dead” che non ha bisogno di presentazione e riproposta in maniera magistrale come da dna originario che vede per l’occasione la partecipazione di un altro grande amico Claudio(ex chitarra). Poi in successione “Plasure To Kill” dei Kreator, “Paranoid” dei Black Sabbath e “Am I Evil” dei Diamond Head per continuare l’omaggio a quei gruppi che piu’ di tutti hanno fatto la storia nei suoi variegati percorsi stilistici e che hanno lasciato un impronta indelebile ai nostrani genovesi, ascoltare per credere, in versioni che gli stessi gruppi originari riuscirebbero forse a stento a suonare per la qualita’ e la potenza riproposta. Tanti gli ospiti del disco tanti altri amici che hanno collaborato per l’occasione a questa grande festa come Andy Bonfiglio, Alberto Penzin e John. Altro giro altra song, e mica potevano mancare i Venom di “Black Reign” con la meno conosciuta “Blood Lust” per un pezzo molto grezzo dove i Necodeath suonano ancora una volta in maniera davvero ineccepibile,con quella chitarra tanto veloce e cupa allo stesso tempo suonata tutta di un fiato come apripista alla vera sorpresa finale dell’album in questione e cioe’ quell’inno sacro heavy-punk metal dei Motorhead dal titolo “Ace Of Spades” con A. Panigada dei Bulldozer alla chitarra per un omaggio che, ascoltato nuovamente per l’occasione fa venir la voglia di distruggere il mondo intero!!
Strano recensire e giudicare un album dove sono le cover a farla da padrone e allo stesso modo inconsueto ma molto originale, ritrovarsi di fronte ad un gruppo come i Necrodeath che per i loro venticinque anni omaggiano a gran voce le loro radici, ma è pur vero che ad oggi è difficile trovare un album tributo di questa bellezza,di questa grandezza di questa intensita’ e professionalita’ a dimostrazione di come l’esperienza a volte, e i Necrodeath ne hanno tanta, la maturazione stilistica e la voglia di far bene non conoscono limiti, basta suonare quello che si fa meglio e farlo con il cuore ..quale miglior regalo ai fan per il loro compleanno.

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