A pochi mesi di distanza dal best of “Age Of Fear”, i liguri Necrodeath sfornano il successore di “Phylogenesis”.

Con “Idiosyncrasy”, questi pionieri del thrash/black made in Italy creano un lavoro innovativo per i loro standard; il nuovo album è infatti un concept costituito da sette tracce intitolate semplicemente “Parte I, II”, etc. Con una media di circa sei minuti per brano, il prodotto finito è un intricato miscuglio di violenza e velocità miscelati con cura ed ottima tecnica.

Molto marcata è l’influenza slayeriana, (in particolar modo in “Part II”), anche se non mancano i riff più “melodici” composti da parti arpeggiate, come si vede all’ inizio di “Part III”, traccia che per gran parte della sua durata tiene una parte lirica molto oscura ed in growl, per poi tornare tagliente sul finale.

Pur alloggiando in un riquadro che segue un filone ben definito, il sound di questo disco riesce a tener fede alle aspettative grazie ad una struttura innovativa per lo stile dei Necrodeath che non cade nel banale, pur mantenendo intatto il marchio di fabbrica della band.

Sulla “Part VI” lo stile è molto diretto, ma allo stesso tempo, come per quanto riguarda il resto del disco, contiene anche momenti in cui si calmano le acque; la chiusura del concept è affidata al settimo sigillo, introdotto da un breve intro con voce greve, che dopo una parte piuttosto statica si trasforma in una autentica traccia killer.

In conclusione i nostri hanno colpito nel segno con questo “Idiosyncrasy”, creando qualcosa di originale e potente dove la tecnica e la malvagità di questi spregevoli genovesi non delude nuovamente.

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