Questo Neal Morse mi fa davvero morire!
Il fatto di aver mollato di sana pianta sia la sua band madre Spock’s Beard sia i Transatlantic (due gruppi che personalmente venero) per dedicarsi a progetti solisti ha attirato verso Neal molte voci, alcune delle quali lo davano come un artista finito… ma Mr.Morse ha saputo tirar fuori dal cilindro davvero una sorpresa incredibile, o meglio, una conferma incredibile! Infatti dopo poco tempo dal taglio (musicalmente parlando) con il passato, ha pubblicato un doppio album spettacolare: “Testimony”, un piccolo capolavoro di progressive rock sinfonico che vantava la collaborazione di artisti del calibro di Mike Portnoy (suo grande amico tra l’altro)… ed ora l’ex voce degli Spock’s Beard torna alla grande con un altrettanto grande disco che segue la scia del suo (grande) predecessore: “One”.

Dalla rottura con la sua band principale e con il “progetto” Transatlantic (tra virgolette perché era nato come un piiiccolo progettino che poi s’è trasformato in un’autentica trionfale band), Neal s’è dedicato a scrivere e comporre musica che rispecchiasse la fede che egli prova per Dio; proprio questo aspetto del suo progetto è ciò che potrebbe lasciare perplessi i fans, ma ascoltando prima “Testimony” ed ora “One” si può certamente dire che la classe non è acqua e che non c’è proprio nulla su cui essere perplessi…anzi…

La carica e il dinamismo sono gli elementi basilari sui quali si snodano tutte le composizioni dell’intero album: melodie accattivanti e stacchi tipicamente progressivi, organi e cambi d’atmosfera giocano a rincorrersi senza mai annoiare l’ascoltatore.

L’aspetto sinfonico è meno presente rispetto al primo lavoro solista di Neal, ma questo non è assolutamente un aspetto negativo, perché se mentre prima gli strumenti ad arco erano onnipresenti (dopo un po’ il troppo stroppia), in “One” è stato trovato il perfetto bilanciamento tra dolci melodie e potenti bordate elettriche (le chitarre sono più presenti rispetto a quanto le fossero prima).

Le ritmiche, ricercate e complesse ma mai sopra le righe sono magistralmente dirette nuovamente niente di meno che dal mio musicista preferito (e chissenefrega direte voi…giusto!): un fuoriclasse che corrisponde al nome di Mike Portnoy.

La sua collaborazione con Neal Morse non si limita però solo ad eseguire e registrare i brani in studio, ma anche a scrivere e a comporre con lui; e come NM stesso ci ha raccontato nell’intervista a noi rilasciata qualche mese fa, collaborare con altri musicisti è sempre uno stimolo in più per dare il meglio di sé.

Posso assicurare che durante tutti questi (quasi) 80 minuti di “One” si sente davvero questa voglia di dare il massimo e di esprimere la passione sfrenata che quest’uomo nutre verso la musica; in più come se 79 minuti e 55 secondi non bastassero, la InsideOut ha pubblicato (nell’edizione limitata del cd) un bonus disc contenente tracce demo, prove, insomma chicche da collezionisti e soprattutto pensate per i fans di Neal.

Che altro dire…“One” è una conferma dell’ottimo percorso già precedentemente intrapreso con “Testimony”…quindi se tanto mi dà tanto non c’è due senza tre e speriamo in un terzo capolavoro firmato Neal Morse.

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