Incredibile, i Nanowar Of Steel sono riusciti a superare sé stessi. Esilarante e assolutamente irriverente, il gruppo romano scherza e gioca con i cliché tipici dell’heavy metal spaziando stilisticamente con pezzi ispirati da Judas Priest, Metallica e dal power tedesco o, ovviamente, dai Manowar. La presa per il culo è sempre dietro l’angolo e scoprire la canzone che viene presa di mira è un gioco ardua (dai piccoli riferimenti a “Chop Suey!” dei System Of A Down fino ai Pink Floyd passando per i Rhapsody, Santana ed un milione di altri). Certo, qualcuno potrebbe obiettare che, in realtà, i Nanowar Of Steel non abbiano scritto una nota di questo album ed è vero, ma l’ironia è la chiave di lettura migliore per un disco assolutamente sopra le righe. Purtroppo nel metal le parodie e le risate sono spesso prese un po’ male e l’autoironia molte volte è bistrattata in favore di un fare serioso che, forse, talvolta è addirittura esagerato. Se quindi siete dei duri e puri metallari senza scrupoli, di quelli secondo cui i Manowar sono il miglior gruppo del mondo e l’ultimo album decente uscito è “Painkiller”, allora tenetevi alla massima distanza dai Nanowar Of Steel. Se invece avete voglia ogni tanto di staccare la spina dal “True Power Of Steel”, allora ascoltateli e riderete a crepapelle, senza la minima ombra di dubbio. Se mai Gli Atroci dovessero andare in pensione (e ne sono per fortuna ben lontani), allora i Nanowar Of Steel ne sarebbero i legittimi successori, pronti a raccoglierne la pesante saponett…eredità.

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