A distanza di un paio d’anni dal precedente “Never ending”, tornano i Mystic Prophecy con quello che, a mio avviso, rappresenta il miglior album in assoluto della loro carriera. Prima di parlare del neonato album, tuttavia, spicchiamo un doveroso salto nel passato che ci riporta qualche tempo addietro, negli anni, cioè, trascorsi tra la pubblicazione del precedente disco e il nuovo arrivato; sono, infatti, accadute diverse cose in casa Mystic Prophecy: abbiamo l’abbandono dello storico chitarrista Gus G. e del batterista Dennis Ekdahl rimpiazzati a loro volta dalla coppia Marcus Pohl (Symphorce) e Martin Grimm alle chitarre e da Matias Straub (Sacred Steel) dietro le pelli. I nuovi acquisti dimostrano di essersi amalgamati perfettamente con quello che è lo spirito della band, e i recenti brani suonano aggressivi e dirompenti come una colata di lava che pian piano scende verso le pendici di un vulcano distruggendo tutto quello che trova.

Il sound della band rimane come al solito invariato, incentrato come in passato su di un solido power/thrash dall’andamento roccioso e massiccio. “Savage souls” è un album intrigante le cui liriche ci porteranno all’interno di un mondo oscuro fatto di soggetti relativi ad esperienze personali, politiche e religiose. I brani presenti all’interno del disco ci mostrano ancora una volta una band al top della propria forma artistica e sebbene le canzoni non siano niente di speciale e non presentano nulla d’innovativo colpiscono nel segno proprio grazie alla loro semplicità ed immediatezza. Ne sono un ottimo esempio canzoni come “Shadows beyond my soul”, la successiva “Masters of sins” e l’accoppiata “Sins and sorrows” e “Best days of my life” che fanno della velocità e della melodia il loro vero e proprio punto di forza grazie anche a ritornelli trascinanti ed orecchiabili. I Brainstorm e gli Iced Earth fanno invece capolino con le successive “Evil Empires”, che presenta un riff di chitarra davvero lento e massiccio e la splendida title track che alterna momenti d’assoluto headbanging con parti più melodiche e “tranquille” fino ad arrivare alla dirompente “Deception of hate” che si rivela come uno dei pezzi più riusciti di tutto questo nuovo “Savage souls”.

L’andamento del disco è quindi piuttosto lineare e tutti i brani scorrono che è un piacere, senza un solo attimo di pausa che ci permetta di tirare il fiato nonostante alcuni episodi non proprio riuscitissimi come “In the darkness” e la conclusiva “Into the fire”. “Savage Souls” è un puro concentrato d’energia: la coppia Pohl/Grimm alle chitarre svolge il proprio ruolo con magistrale professionalità e i riff creati sono più duri dell’acciaio, con un’alternanza davvero buona tra parti tirate ed aggressive e i momenti melodici, mentre Liapakis, alla voce, si rivela ancora una volta assolutamente ispirato e in ottima forma creando linee vocali trascinanti. Consigliato l’acquisto ad occhi chiusi a tutti, ce ne fossero altre di band come i Mystic Prophecy!

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