Ecco uno di quei rari esempi del sottosuolo italico, di come si possa suonare musica metal in modo personale; è il caso dei Mysterhydden, quintetto proveniente da Roma. Formatasi nel 2001, e con un debut-promo dal titolo “In violable exile” inciso l’anno successivo, la band si presenta con un nuovo demo cd intitolato “Poetry of the lost”. Il genere proposto è un heavy metal multifaccettato, che attinge in particolar modo dal prog metal, deducibile per la perizia tecnica ottima e in questo caso mai fine a se stessa, e dal thrash metal, genere dal quale n’ereditano l’impatto sonoro, complice anche una produzione potente per opera dei Temple of Noise. Il demo è godibile (nonostante la sua breve durata) e ricco di spunti interessanti; la sezione ritmica è ottima, da menzionare in special modo la performance dei due chitarristi autori d’intrecci di chitarra, spesso frequenti nel corso del demo ma non per questo vanno considerati come dei riempitivi, che possono riportare alla mente vecchie glorie thrash come Death Angel e Annihilator, ma anche alcune cose dei Fates Warning, quest’ultime riconducibili alle linee melodiche e agli assoli. Non da meno sono la restante sezione ritmica, precisa e compatta, e il vocalist Valerio autore di una prestazione lodevole, anche se in certi versi avrei gradito una voce un po’ più aggressiva. Pignoleria a parte, il giudizio finale è ovviamente positivo, la band dimostra di avere ottime qualità e le idee di certo non mancano; avanti così.

Alessandro “Totaldeath” Di Monte
Nascono nel 2001, questi Mysterhydden, band romana con all’attivo un promo-cd di progressive in tinta classica (“Inviolable Exile”) ed il lavoro in esame, tale “Poetry Of The Lost”. Iniziamo col dire che la registrazione ai rinomati Temple Of Noise Studios di Christian Ice ha dato una grossa mano all’operato della band, per l’occasione impegnata in un progressive di stampo moderno che a più riprese sfocia nell’aggressività di un heavy metal molto diretto e potente. Tre brani non sono poi molti per carpire appieno le peculiarità di una band, eppure i Mysterhydden si fanno apprezzare sin da subito in virtù delle notevoli doti compositive che li contraddistinguono, ottimamente evidenziate nell’opener “Human Crysalis A.D”. Tecnicamente ineccepibili, i nostri hanno il solo difetto di “fossilizzare” il proprio raggio d’azione attorno ai soliti cliché del genere, rischiando a più riprese un paragone forzato con il mostro di bravura Nevermore. Interessante, da questo punto di vista, la prestazione del giovane singer Valerio Caricchio, senz’altro migliorabile sotto il profilo tecnico/interpretativo ma già a suo agio con linee vocali complesse e ben strutturate. In definitiva, questo “Poetry Of The Lost” rappresenta il classico esempio di come una band volenterosa possa, negli anni, acquisire e sviluppare capacità artistiche sempre più convincenti ed interessanti. Il lavoro fotografa benissimo quelle che sono le peculiarità fondamentali della band e recrimina, sin da ora, un posto di maggior prestigio per l’ensemble romano.

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