Ci sono paesi in cui non ci si aspetta minimamente di incontrare gruppi metal, uno di questi è sicuramente la Tunisia paese d’origine dei progsters Myrath, che nel alloro lingua madre significa eredità.
Il gruppo è stato formato nel 2001 dall’allora tredicenne Malek Ben Arbia, e come sempre accade, con gli amici d’infanzia. Il primo album HOPE risale al 2007, quindi con Malek appena maggiorenne, e pubblicato per la francese Brennus Records. A distanza di tre anni viene rilasciato DESERT CALL per la Nightmare Records di Lance Kings e nel 2011 il terzo lavoro TALES OF THE SANDS per la stessa etichetta.
Il quintetto tunisino sta cominciando ad avere molta risonanza nell’underground grazie alla miscela di pro meta e forti partiture arabeggianti provenienti dalla loro terra.
Il risultato, in questo nuovo lavoro, raggiunge livelli di eccellenza grazie alla superba abilità dei musicisti con i loro strumenti, pompose orchestrazioni, complicati intrecci e azzeccar melodie. Tutto sempre sorretto dalla bellissima voce di Zaher, che ricorda molto il Roy Kahn dei Kamelot più ispirato e grintoso. Anche la musica pesca particolarmente negli intrecci e nelle atmosfere teatrali dai Kamelot di Thomas Youngblood, senza essere minimamente una copia del gruppo americano.
In TALES OF THE SANDS ci troviamo di fronte dieci brani magici e sognanti che faranno rivivere le fiabe dei deserti raccontateci dai Myrath.
I brani sono tutti veramente eccelsi, con picchi di assoluta magnificenza nella title track Tales Of The Sands in cui spiccano le orchestrazioni arabeggianti sopra tutto, cantato in lingua madre compreso, il prog power con inserti di elettronica in Requiem For A Goodbye, la potente e orchestrale Braving The Seas.
Tales Of The Sands è un album perfetto sotto tutti i punti di vista, produzione, esecuzione, composizione, varietà della proposta e non da ultimo originalità della musica dei Myrath.

 

 

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