La Campania come nuova frontiera del death metal italico? Sembra di sì, dopo gli ottimi lavori di Symbolic e Nalvage, si presentano a noi i napoletani Morning Omen, con il loro death metal raffinato e dalle tinte progressive, che si distanzia di molto da quello brutale proposto dalle due band sopraccitate. “Things We Left Behind” è il primo vagito di questa formazione che per l’occasione ha voluto fare le cose in maniera professionale e accurata, partendo dall’artwork curato in maniera ottimale, finendo alla produzione davvero degna di nota. I Morning Omen sono una band di indubbio valore tecnico e compositivo, il loro death metal prende spunto senza ombra di dubbio dagli Opeth e dai Death e ci presentano cinque tracce che mostrano una grande attenzione ai particolari e agli arrangiamenti. Le atmosfere sono dilatate e a tratti oniriche, ottimo l’uso dello scream e delle voci pulite che fanno di questo prodotto un album appetibile per tutti i fan di Mikael Akerfeldt e soci. Tutti i brani sono carichi di patos e articolati, ma trovo “My Mistress Eyes” una spanna sopra le altre composizioni. Di certo manca l’originalità in questi cinque brani, ma dato il valore delle composizioni è una pecca davvero piccola e veniale. I Morning Omen sono pronti per fare il grande passo, ora aspettiamoli con un full, con la speranza che qualche etichetta possa notarli e produrli come meritano.

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