Midnite Sun, gruppo cremonese eccellente per un sacco di motivi. Innanzitutto non sono nuovi sulle scene heavy e hard rock. Il loro lavoro precedente era stato fatto a dovere(nonostante fosse il primo album) e vi invito ad ascoltarlo, ma poiché stiamo parlando, anzi scrivendo, di questo nuovo secondo disco, concentriamoci sulle caratteristiche. A partire dalla bellissima e significativa copertina (molto significativa a mio parere e da donna, la gradisco assai), sino ad arrivare al contenuto sonoro di questo lavoro, posso dire che è un disco pulito e strutturato molto bene.

E’ uno di quei dischi che ti fa piacere mettere in macchina e dire : “Ma allora gli italiani sanno fare qualcosa di veramente bello!” Non è la prima volta che penso questa frase e che la scrivo. L’abbiamo visto con i Golden Sextion, con i Ratzmataz che l’Italia spinge forte se vuole. Dalle più piccole caratteristiche quali la pronuncia del cantante, sino ad arrivare a tecnica e capacità dei musicisti che fanno sì che questo ritmato e brillante album possa entrare in una top ten dei preferiti italiani. E’ abbastanza inutile fare dei paragoni con altre band in quanto ci ritroviamo un heavy/hard rock anni ’80 che racchiude parecchie rievocazioni con altre band e non a caso, cosa ci troviamo di bello in questo album? “The Look” dei Roxette, coverizzata in versione per così dire maschile. Buona riuscita, non posso dire sia migliore dell’originale perché le sento abbastanza diverse tra loro e quindi il paragone è inutile farlo, ma hanno tuttavia saputo personalizzarla in modo molto buono e discreto, senza sicuramente rovinarla. Nel complesso l’album è energico a punto giusto l’heavy e l’hard tra loro sono ben miscelati, ed anche le parti che accolgono un metal più moderno si intrecciano sapientemente a tutto il resto, senza risultare fuori luogo o distaccate. La preparazione e l’esperienza si sente che c’è ed insomma, non stiamo parlando di un gruppetto emergente, anzi ricordiamo che Midnite Sun iniziano nel 2000 con esibizioni pressoché live, per poi nel 2003 concentrarsi sulla composizione di pezzi originali che faran sfornare successivamente nel 2005 il loro primo album Groovin Sex Explosion , ovvero quello che vi consigliavo di ascoltrare all’inizio.. Inoltre ricordiamo che hanno fatto da headliner per nomi come U.D.O., Oliver Dawson’s Saxon, Ian Paice, Dare, John Lawton e House of Lords nel 2007 e nel 2008. Insomma tutta questa esperienza sarà servita? Direi proprio di sì.

Nonostante la vena pulsante heavy e hard posso dire che questo è un album elegante, perché non è esagerato nei toni, ma è scorrevole, il termine giusto è “educato” : non mi stordisce l’orecchio, non mi annoia, ha dosi di carica e forza mischiate a dovere con melodia a volte più dolce e rallentata. L’apertura così rocciosa, rincarata anche dalla timbrica e dai toni a parere mio assai seducenti di Enrico (una tra le voci più apprezzabili che io abbia potuto ascoltare sino ad ora relativamente a questo genere) passa attraverso tracce di elevato spessore arricchite da riff degni di band di livello alto (sarà servita la gavetta eh? plauso per la preparazione eccellente) per concludere in modo “virilmente” rallentato e malinconico. Ah, un’altra cosa importante è che la mia sensazione combacia con la visione dell’immagine di copertina: è come se questo album raccontasse della crudeltà femminile che ti logora fino all’osso, ma ribadisco, lo fa in maniera educata, senza punire nessuno, anzi è un “urlo di sfogo” per chi ne è vittima, ma ripeto, è una mia sensazione personale, che però guarda caso combacia davvero con la copertina: insomma, lavoro di gran qualità. Ho una preferenza delle tracce : “Mind the Gap” è uno tra i pezzi hard/heavy più coinvolgenti e più riusciti tra i tanti altri ascoltati sempre relativamente a questo genere. Terminando, dico che è un disco da ascoltare ed apprezzare in toto senza risultare impegnativo, che per me significa una riuscita eccezionale per questo tipo di genere.

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