Metal Fest Austria – Mining Am Inn – 27,28,29 Maggio 2011

Eccoci alla terza edizione, per noi di heavy-metal.it, del festival che dà inizio alla stagione estiva, ormai per tradizione: il Metal Fest Austria, che da due anni a questa parte è una tappa del tour itinerante del Metal Fest Open Air, evento in date simili o addirittura contemporanee tra Germania, Austria, Svizzera, Ungheria e Repubblica Ceca, che prima invece era soltanto austriaco e andava sotto il nome di Summer Nights Open Air.

Un festival quindi, che di anno in anno va aumentando di dimensioni e di pubblico, ma forse non di caratura. Infatti, ad essere sinceri, l’edizione 2011, pur attirando un numero di fan sicuramente doppio rispetto al 2010, non ha portato la plethora di grandi nomi dell’anno scorso, vedi Testament, Bolt Thrower, Death Angel, Nevermore, Rotting Christ, Sepultura, Behemoth, Vader, Deicide,  Marduk, Korpiklaani… ma ne porta qualcuno in meno, primi fra tutti Amon Amarth, seguiti da Arch Enemy, Amorphis, Cradle Of Filth, Entombed, Saxon, Primordial, Rage, Krisiun. L’impressione è nel 2010 gli organizzatori abbiano veramente fatto il passo più lungo della gamba e non siano nemmeno riusciti a ripagarsi le spese, colpevole anche il brutto tempo che c’era stato. E che ci accoglie, ahimè, anche quest’anno. Per fortuna però, siamo abituati e attrezzati e questa volta non ci facciamo sorprendere da fango e freddo! La location è esattamente la stessa, ancor più ricca di stand, negozietti e punti ristoro, ma quest’anno, altra nota decisamente peggiorativa,  al posto di avere due palchi paralleli, che si alternano show-smontaggio-montaggio-show, il che consentiva di vedere ogni singolo concerto della giornata (più un terzo palco, sotto un tendone, su cui si esibivano a parte i gruppi minori), si ha un main stage unico, affiancato da un secondo palco che viene posto proprio al di sotto di quello stesso tendone che l’anno prima ospitava soltanto i “pivelli” del metallo. Non solo, la scaletta prevede che i concerti di primo e secondo palco avvengano pressoché contemporaneamente,  non consentendo così la visione di tutto il festival, ma obbligandoci a fare una scelta su tutto, tranne in tarda serata, poiché dopo gli headliner del main, si può rimanere a sentire i “vice-headliners”.  Inoltre, purtroppo,  questo sistema, che vista la pioggia e il freddo, ha aiutato a non rimanere sempre bagnati e a potersi riparare, ha fatto sì che gruppi dal sound devastante come gli Entombed siano stati relegati al piccolo palco del tendone, con l’acustica pessima risultante. Decisamente scomodo, e alla lunga soffocante, il tendone alla sera aveva un odore e un’umidità che non immaginate nemmeno…

Detto questo veniamo alle tre giornate. Sotto il cielo funesto del  venerdì, tra i gruppi previsti per la giornata, quelli che a noi interessano di più sono quasi tutti sotto il tendone. Devastanti, dal Brasile con furore, i Krisiun, con il loro brutal death, suonato con sounds efficaci nonostante tutto, e una bella scoperta i Kalmah, anch’essi alfieri di metal estremo. Ottima scoperta anche quella degli Helrunar, gruppo di pagan metal in vena Bathory che mi delizia con quelle atmosfere cupe ai confini del black metal ma molto più melodiche e grevi. Usciamo dal tendone per gli Amorphis, che però mi deludono: Tuomas Holopainen non pare riuscire a trasmettere la bellezza che i pezzi hanno su cd. Stessa cosa dicasi per il folk degli Equilibrium, che trovo stancante, e incredibilmente, mi diverto di più con l’energia impazzita dei Devastating Enemy. Molti infatti, i gruppi metalcore/hardcore della giornata, e in particolare i Naera offrono ai presenti uno spettacolo tutto adrenalina e trasgressione, con un frontman che scende più volte dal palco per buttarsi tra le prime file. Ancora fuori dal tendone, vediamo i tedeschi Tankard, piacevoli con il loro scontato ma classico thrash, che però vengono surclassati dagli americani Vicious Rumors, meno noti e relegati al tendone, ma musicalmente superiori, che portano in Austria un’esibizione inaspettata di thrash esplosivo e d’esperienza.

La serata si conclude con il fuoco e fiamme dei Sabaton, buoni ma ripetitivi, e nel tendone con la spettacolare messa nera dei Watain. Ecco, dopo tutta la giornata, è valsa l’attesa al freddo e all’umido, per vedere i Watain. E dire, che avrei assolutamente necessità di rivederli, perché una volta basta soltanto per capire la loro scenografia complessa, le candele, il fuoco, e fare le dovute foto. La musica richiede un’attenzione tutta sua: non è black metal perché sarebbe riduttivo, è un vero e proprio rituale, nero e atmosferico, accompagnato dalle note giuste in ogni suo momento. Watain. Un nome da ricordare e da seguire dal vivo.

Stanchi, perché una giornata che termina all’una del mattino, sempre in piedi nel fango, non è facile. Ma il giorno successivo ci aspettano dei nomi interessanti sin dal mattino, e così ci facciamo coraggio…. In particolare ci tengo a vedere i While Heaven Wept, dagli USA, che hanno messo a segno un disco splendido su Nuclear Blast e stanno facendo di tutto per farsi conoscere anche in Europa. Gli austriaci però hanno gusti più da cagnara, e, se prima per i Milking The Goat Machine, ragazzini vestiti da capre, c’era una discreta folla, ora invece sono davvero pochi quelli che a mezzogiorno sono sotto alla pioggia a seguire le struggenti ballate doom dei WHW sul main stage. Però il gruppo pare soddisfatto, e si congeda con molta classe.

Toccherà poi ai Primordial, anche loro con un nuovo disco da promuovere, e sarà un’altra performance ricca di pathos e di interpretazione, da parte del bravissimo Allen, colui che l’anno scorso qui a Mining aveva portato il tributo ai Bathory, Twilight Of The Gods. La giornata va di bene in meglio, ci sono poi i Destruction e i Rage, due gruppi tedeschi instancabili e che non stancano mai. Sia Schmier che Peavy, seppur in maniera diversa, paiono in gran forma e interagiscono bene con il pubblico.  Purtroppo a causa del mio amore sconfinato per i Rage mi perdo gli Alcest, gruppo di black metal francese che avrei voluto assolutamente conoscere, dati i giudizi molto positivi che sento circolare nell’ambiente… peccato, per questa ingiusta organizzazione del festival. Altra delusione subito dopo, per un gruppo a cui non avevo mai potuto assistere dal vivo, pur amandone i lavori… mi riferisco ai Cradle Of Filth. Grandi le mie aspettative, e ancora più grande il mio turbamento quando sento come canta, anzi, gracchia e sbraita, il vampiresco Dani Filth. Come gli Amorphis, ecco il caso, ancora più eclatante, di un gruppo che non rende in sede live come su disco.

Le sorti della giornata vengono però risollevate dagli headliners veri e propri, quelli che l’intero Metal Fest attende con trepidazione: sono gli Amon Amarth, e per fortuna il tempo tiene, tanto da regalare ai presenti un concerto bellissimo, tutto luci e fiamme, con Johan Hegg molto affabile e decisamente in forma. Vengono proposti pezzi del nuovo ‘Sutur Rising’, classici, e la tanto amata ‘Twilight Of The Thunder Gods’. A sorpresa, per ‘Guardians Of Asgaard’, sale sul palco anche l’amico degli Entombed, Lars Petrov, e i due si condividono il ruolo di frontman, duettando con grande cameratismo. Subito dopo, nel tendone, i nostri storici Entombed purtroppo hanno un’acustica spacca-timpani, ma la carica è tanta e il loro concerto viene comunque molto apprezzato, in un tendone che per l’occasione è talmente colmo da costringere le guardie all’ingresso a lasciare fuori alcuni. Peccato perchè non fanno la cover, splendida, di ‘Night Of The Vampire’ di Roky Ericson, che avevano proposto al Metal Valley 2009 di Rossiglione. Non saprei ricordare molto della scaletta, anche perchè i suoni sono davvero confusi, comunque lo spettacolo mi lascia con la sensazione di aver avuto davanti dei veri metallari d’esperienza e senza fronzoli, e aspetterò magari un’altra occasione per riascoltarli.

Terza ed ultima giornata, questa volta il tempo è stupendo, soleggiato e terso, e ovviamente, perchè la sfiga ci vede benissimo (!), questa giornata domenicale è anche la più corta, scelta fatta per chi il giorno dopo deve andare a lavorare e deve quindi tornare a casa, memori anche dell’esperienza Kreator 2009, quando alla domenica sera molti fan hanno disertato il concerto degli headliners, causando amarezza e delusione nel team di Mille Petrozza… Con il sole tutto ha un altro effetto, si è più allegri, e, nonostante il fango non si sia affatto asciugato, la paglia aiuta a far sì che tutta l’area palco sia più acoogliente. Si parte, almeno per noi, dai Thaurorod, gruppo finlandese con vocalist italiano, Michele Luppi, che sciorina un classico power metal non eccezionale.Tra i più attesi della giornata, i veterani Hell, veterani che però non hanno mai fatto carriera, anzi, a dire il vero, sono riusciti a pubblicare un disco soltanto nel 2011, con Nuclear Blast… quindi qualcosa mi fa pensare che non siano poi tanto speciali, e così infatti è, nonostante la musica sia buona, piacevole, e anche la presenza scenica del gruppo molto curata: il cantante con le lenti a contatto rosse, e i vari musicisti (visibilmente avanti con gli anni!) più o meno travestiti da zombie o da vampiri… Tutto molto goth, forse un pò farsesco, ma canzoni piuttosto scontate, e generale mancanza di mordente.

Tutt’altro discorso meritano invece i blackened deathsters, Belphegor, che, austriaci di Salzburg, giocano praticamente in casa. Essendo uno dei miei gruppi preferiti e avendo messo a segno nel 2011 un disco capolavoro, diciamo che il festival di Mining inizia quasi da questo momento… e invece ahimè non ci siamo proprio. Nonostante la buona presenza dei tre, e tanto di teschio di capra con ossa di carne, a ricreare più o meno l’immagine della copertina del nuovo album (e il fatto che si tratti di vere ossa con carne è testimoniato dalle mosche che vi ronzano intorno e dagli odori…il sole del pomeriggio non perdona!), i suoni sono talmente impastati che non riesco quasi a distinguere i pezzi! Vengono proposte le spettacolari ‘Blood Magick Necromance’ e ‘Rise To Fall And Fall To Rise’, assieme alle note ‘Lucifer Incestus’, ‘Bondage Goat Zombie’ e altre truculente perle del gruppo, ma il tutto, purtroppo, ai limiti del riconoscibile. Diveramente i Sodom, che seguiranno, tra tutti i gruppi di thrash metal che hanno presenziato al festival, forse sono i più convincenti e tosti… diciamo che tra loro e i Destruction non saprei scegliere ! Un Tom Angel Ripper in gran forma vocale e tutto sommato discreta forma fisica, si spoglia davanti alla folla a metà concerto, dando sudore e metallo come è giusto che sia… E il metallo, quello più puro e più inneggiante, è proprio la ragion d’essere dei Saxon, che salgono sul palco all’imbrunire, con Biff Byford vestito con la sua giacca tipica, e fa capire al MetalFest Austria che se certi gruppi della NWOBHM hanno sfondato allora, negli anni 80, e non soltanto adesso con la nostalgia e i revival. Infatti alla parola Saxon corrisponde automaticamente uno show di livello superiore: inni classici sì, ma sempre adrenalinici, che del loro smalto e carisma iniziale non hanno perso nulla, così come i musicisti stessi, anziani sì, ma duri, puri ed epici! E per me, in tutta onestà, la giornata si conclude qui. Perchè gli Eisregen, bravi e pagani come piace a me, purtroppo hanno suonato in concomitanza agli Arch Enemy, a cui ho dedicato la maggior parte del tempo a disposizione, ma che mi hanno, come nel 2009, deluso abbastanza. Forti infatti di un impianto luci modernissimo, con tanto di maxischermi e di videoproiezioni, la tosta Angela Gossow e i suoi soci non riescono però ad apportare novità al loro sound, che rimane ancorato a stilemi noiosi e ripetitivi. Peccato, perchè lo spettacolo visivo è davvero degno di nota…

Tirando quindi le somme di questo festival troppo freddo e piovoso, segnato dagli spettacoli in contemporanea che hanno costretto i fan a scegliere, da un tendone bruttino e piccolo, ma allo stesso tempo bene organizzato dal punto di vista igienico-sanitario, ricco di punti ristoro e di stand, e sempre accogliente (qui va un Grazie!! come sempre a tutto lo Staff, in particolare a quelli della Security che non hanno mai protestato in maniera troppo severa nonostante il ripetuto crowd-surfing!!!), stilo la seguente classifica:

Amon Amarth e Watain, al primo posto

Primordial, Destruction e Sodom al secondo posto

Rage, Saxon, Krisiun, ed Helrunar al terzo.

MetalFest Austria 2012: HOPE TO SEE YOU AGAIN !!!!

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