In occasione dell’uscita di ‘Raw’, heavy-metal.it non si è lasciato sfuggire l’occasione di scambiare due chiacchiere con i Merendine Atomiche. Risponde ai nostri microfoni un deciso, simpatico e positivissimo Luca Zandarin, cantante della band.

Ciao e benvenuti su heavy-metal.it!
Ciao a tutti voi e grazie dell’opportunità.

Come procede la promozione di ‘Raw’? Siete soddisfatti, delusi o non vi pronunciate sui risultati ottenuti fino ad ora?
Bah, possiamo pronunciarci su quello che sta accadendo. Siamo in piena fase di promozione del disco. Le cose vanno bene. Le prime recensioni sono molto buone, la label sta facendo il suo lavoro e negli States le cose stanno iniziando in questi giorni per cui per adesso direi bene. Sicuramente meglio di tutti i precedenti dischi, per i supporti che abbiamo ora.

Cosa ha di ‘Raw’, grezzo, sporco, questo disco?
Il mix tra suono, liriche e idee. Quello che volevamo fare era qualche cosa di crudo e diretto rappresentato da una produzione molto potente in primis e dopo da una musica graffiante, pesante e anche rock. Penso che ci siamo riusciti.

La prima cosa che salta all’occhio nelle nuove composizioni è una varietà più marcata rispetto al passato. Cos’è cambiato in termini di songwriting, confronto e crescita per maturare questo risultato?
“Raw” rispetto al passato è stato un totale lavoro di insieme. Ogni riff, ogni passaggio di voce, di batteria, di basso è stato seguito da tutti e cinque i membri della band e questo lo ha differenziato da “Walk Across Fire”, dove i chitarristi avevano prodotto la maggioranza delle canzoni o di “The Holy Metal” che era l’inizio e non c’era una regola. Qui abbiamo passato diciotto mesi assieme a discutere e a produrre questo disco e il risultato penso si senta. Ognuno, poi, ha portato le sue “influenze”. Come non bastasse, al momento della registrazione, la co-produzione di Jack Frost e di Luigi Stefanini si sono rivelate fondamentali per un un ulteriore miglioramento del disco, negli arrangiamenti e nelle idee. Un lavoro di insieme, di team, che è proprio nello spirito della band, per cui sono molto contento del risultato.

A proposito di varietà; nella mia recensione, sicuramente positiva verso il disco, vi ho contestato una certa disorganicità che emerge a lungo termine con lo scorrere della tracklist. Penso che, avendo composto il disco con le vostre idee, non concorderete. A voi qui occasione di replica.
Si, diciamo che ci siamo accorti di queste critiche e ci siamo posti il problema. In sostanza, però, penso che fosse proprio questa l’idea. Nell’esperienza passata come band ci siamo sempre sentiti dire “è il solito thrash metal”, dall’altra, come ascoltatori, molte volte prendiamo dischi di bands che dopo quattro canzoni hanno stancato, o per lo meno sai come saranno gli altri pezzi. Questo per noi è sempre stato un punto fisso: cercare di fare qualche cosa che invogliasse l’ascoltatore canzone per canzone ad attendere la canzone successiva. Ovviamente chi ascolta deve essere un amante del thrash metal, dell’hardcore stile Pantera, dell’Hard rock e di parti melodiche. Penso che quello che accomunano le critiche sia in realtà ciò che volevamo esprimere e cioè non la disorganicità o la non consapevolezza di ciò che stavamo facendo, ma appunto un mix di canzoni tutte accattivanti , costruite in base ai generi che amiamo di più e amalgamate assieme in modo da non stancare mai l’ascoltatore. Probabilmente è vero che può spiazzare questa cosa, ma penso che sia un punto su cui puntavamo e a cui teniamo. Stiamo già lavorando al nuovo disco e ci sono riffs veramente hardcore e altri veramente hard rock. E’ una questione di quello che sentiamo dentro e siccome questi generi ci piacciono, e rappresentano il nostro spirito oltre che l’idea di metal che abbiamo oggi, penso continueremo su questa strada.

Molti hanno visto, con ‘Raw’, per i motivi sopra citati, una forte evoluzione rispetto al precedente episodio. Cosa vuol dire, per i Merendine Atomiche, evolversi? Condividete il modo di farlo di band come (per citarne una) gli In Flames?
Non sono all’interno degli In flames e non conosco bene la loro storia, potrei meglio parlare da super fan della mia idea dei Metallica.
Per quel che mi riguarda e ci riguarda, l’evoluzione in questi ultimi anni ha rispecchiato, in primis l’età, il continuo ascoltare musica, le esperienze estere, di vita e l’esperienza da musicisti. Tutto aiuta nel cambiamento, nella crescita artistica. Non c’è solo un motivo. Se guardo al primo mini disc “The Holy Metal” mi accorgo come eravamo molto piu’ speed, molto piu’ thrash vecchio stampo, (volevamo spaccare tutto) mentre con gli anni, tutti ci siamo avvicinati a sonorità hard rock e hardcore, abbiamo deciso di tralasciare l’immagine “dura” dei metallari per essere in definitiva ciò che siamo e cioè un gruppo di amici che si divertono assieme da undici anni (in fondo seguire lo stile del nome, dolce, duro, strano, simpatico, odiato, criticato ma vero, con le palle costruito su fondamenta molto pesanti). Il palco non ha più, nei live, teschi o simboli “cattivi” ma ci sono (visto l’artwork di “Raw”) fieno, teste di mucche e altre cose che rendono noi e l’ambiente atto alla musica metal, ma con lo spirito di chi si diverte che è una cosa persa in questa società d’oggi. In sostanza 30 anni non sono piu’ 20. L’esperienza come musicisti poi ti matura, ti dà altre idee, altre voglie e quindi cerchi di migliorarti sia con il tuo strumento, sia come band . Insomma, come nella vita, si cresce e facendolo vedi, vivi, testi, tasti, annusi, provi e questo vale anche nella musica e farlo assieme con i miei compagni è sempre qualche cosa di esaltante, ancora, dopo tutti questi anni. Si passa da “cattivi” a “grezzi” , da “bad” a “Raw”!

Siete appena approdati alla Mausoleum, che sembra aver puntato molto su di voi. Come mai il cambio di label e qual è il vostro sincero giudizio sull’operato della nuova etichetta?
Diciamo che questa è la prima vera label che abbiamo. Le esperienze precedenti non sono state felici e, quindi, raggiungere adesso la Mausoleum rappresenta già un passo avanti in tutti i settori. Questo per noi era un punto fondamentale: progredire. Lo stiamo facendo e quindi siamo molto contenti. Per ora il mio giudizio è positivo. Non ci hanno promesso niente, sono stati molto chiari e questo già è qualcosa rispetto a chi blatera e promette. Non è stato un accordo facile, ma dopo molti mesi è servito per soddisfare tutti e per imparare molte cose. La promozione sta andando bene, per la prima volta il nostro disco è acquistabile nei negozi qui in Italia, ma anche all’estero. E’ un passo che non avevamo mai fatto. Si può dire finalmente che siamo entrati nel mercato, dopo 11 anni, il che vuol dire che abbiamo appena cominciato e questo ,da una parte è confortante, perché significa che stiamo andando avanti, dall’altra è dura per chi, come me, è in sella dal 1995. Comunque noi tendiamo sempre a guardare se si è fatto qualche cosa di piu’ di prima e fino ad ora è sempre successo, sia come band che a livello musicale personale; anche se il miglior risultato è nell’ambito personale che è la cosa piu’ bella. Fino a che sarà cosi’, andremo avanti.

Ho trovato la cover divertente ed in linea con il contesto del disco. E’ stata una vostra idea o vi siete affidati a qualcuno per l’artwork?
L’idea è nostra, poi sviluppata, ovviamente, dal grafico che da sette anni cura tutto ciò che è graficamente Merendine Atomiche: Emanuele Tenderini. Tornando all’artwork in sè, ci rappresenta come persone e la musica è adattissima a quello che volevamo fare. Noi siamo ragazzi di campagna e alla fine abbiamo deciso che ritornare alle nostre radici in tutti i sensi, essere noi stessi in tutto era la cosa migliore. Basta teschi, fuoco, parole grosse, proclami etc etc…siamo quel che siamo ed è cosi’ che dobbiamo divertirci perché è questo quello che conta.
L’entusiasmo, la voglia, l’amicizia, il migliorarsi, il non mollare mai, la birra, la figa e tutto nel contesto del nostro paese, della nostra vita, del nostro mondo, insomma “Raw”!

Una curiosità che ho da sempre è legata al significato del vostro insolito monicker. Vi sarà stato chiesto varie volte ma vi va di spiegarlo ai nostri lettori?
Circa 10 miliardi di volte! Guarda, il significato può essere tradotto in “impossibile is nothing”. Le merendine sono le cose dolci, piccole, morbide. Avevamo 17 anni e non sapevamo niente del Mondo. Atomica era la cosa piu’ pericolosa, piu’ paurosa. Mettendo assieme le parole il significato per noi è chiaro. Tutti, anche se “piccoli”, possono crescere in ogni ambito, con forza di volontà, coraggio e onestà così da poter raggiungere i propri obiettivi. Se invece va male, almeno sapremo di aver lottato fino alla fine senza rimpianti.
In piu’ il nome era simpatico, diverso dagli altri e italiano. Col tempo ha subito 10 miliardi di critiche e questo ha rafforzato il nostro amore verso di lui.

Domanda forse noiosa ma obbligata. Cosa mi dite del versante live? Quali sono i vostri piani?
Per nove anni abbiamo suonato ovunque, poi ci siamo accorti che perdevamo molto nella fase di produzione e registrazione del disco. Dopo l’America nel 2004, abbiamo puntato sulla musica ed è nato “Raw”. Cosi’, però, abbiamo perso il “giro” che ora stiamo cercando di recuperare per portare “Raw” ovunque. A questo proposito ci siamo accordati con la Headbanging Agency per un possibile tour europeo.
Sono in costante contatto con il nostro manager newyorkese per prendere l’occasione, se verrà, di shows in America, mentre per l’Italia stiamo cercando qualcuno che ci aiuti in questo. Per dieci anni mi sono occupato io delle date, però ora non ho più il tempo di una volta e stiamo cosi’ cercando una tour manager che ci possa dare una mano e fare il lavoro che facevo io fino a qualche tempo fa. Ovviamente, in caso non trovassimo nessuno, come sembra essere, allora riprenderemo in mano noi la situazione. A parte questo, penso sia diventato tutto piu’ difficile svariati motivi. In Italia non è mai stato facile nulla e continua a non esserlo. L’unica cosa da fare è continuare a provarci. E poi non dimentichiamo la questione economica. Chi non ha amicizie si deve arrangiare, ma spesso le cifre sono assurde. Qui entrano le case discografiche e le loro possibilità, aggiunte a quelle della band. Purtroppo si può essere la miglior band del mondo, ma senza un apparato economico e mediatico forte, tutto diventa difficile e solo pochi riescono realmente a girare, o se si gira, lo si fa a scapito di enormi sacrifici come noi e come miliardi di altri gruppi.

A proposito di live, avete condiviso il palco con band impressionanti del calibro di Entombed ed Agnostic Front. In quale delle band che avete affiancato vi rispecchiate maggiormente come attitudine sopra e fuori dal palco e perchè? C’è qualcuno che avete ancora il desiderio di accompagnare?
Beh, non posso negare che il sogno siano i Metallica anche se, a dire il vero, avrei sognato di piu’ i Pantera, ma purtroppo Dimebag non c’è piu’. Per quel che riguarda le bands che abbiamo incontrato non saprei. Non ho avuto il tempo di stare molto tempo con le persone in questione. Diciamo che mi ritrovo nello stile dei Pantera o dei Black Label Society in questo momento, un po’ “Raw”, no? Molto on the road, molto “Roads and Beers”(il titolo di un brano del disco ndk725), e non ne ho incontrati cosi’. Erano tutte band puramente thrash metal old style più per età che per musica o di altri generi e in più , ripeto, non ho avuto occasione di starci assieme per molto. Posso dire che gli americani rispetto agli europei sono molto piu’ amichevoli e facili da avvicinare, parlare e divertirsi assieme. Questo si. Il mese passato negli States è stato molto divertente e le persone sono state con noi veramente fantastiche.

Avete un trascorso da cover band dei Metallica e nessuno meglio di voi può comprendere il significato del termine ‘gavetta’. Che consiglio senti di dare a chi si affaccia sul mondo del metal in un paese come l’Italia?
Non penso di poter dare consigli a nessuno. Posso solo dire che se hanno passione e credono veramente in ciò che fanno, da soli cresceranno e si toglieranno delle belle soddisfazioni. Nel momento in cui hai un obiettivo comune inizi a lottare e a fare del tuo meglio. Lì ci sono i vari bivi. E’ lì che cambia tutto. Dipende se suoni per te, per la “fama”, per la musica e se credi in certi valori o meno, se conta più il profitto o no e tante altre cose che noi abbiamo affrontato e affrontiamo ogni giorno, prendendo le nostre decisioni costantemente assieme, giuste o sbagliate. Ognuno, quindi, farà quello che pensa sarà più giusto. L’unica cosa di cui sono sicuro, è che per stare in questo ambiente e crescere, bisogna avere forza mentale, molta, alimentata da una tenacia ben salda, amare la musica disperatamente (il che vuol dire commettere anche pazzie) e costruire una band in cui i membri sono uniti, sono un team, perché chi è forte dentro, è indistruttibile fuori.

A proposito di Metallica, che, seppur lievemente, ancora si sentono nel vostro sound. Cosa ne pensi del nuovo corso intrapreso dalla band? Quanto riuscite ancora a sentirvi legati artisticamente a loro?
Non ci siamo mai sentiti legati ai Metallica, solo come fans, ma mai come musica. Evidentemente siamo stati influenzati senza volerlo, o il fatto che siamo stati tributo ai Metallica, influenza chi ascolta la nostra musica. Tutti iniziano con questa storia, ma in realtà noi siamo nati nel 1995 e prima di diventare tributo ai Metallica abbiamo suonato in giro come una band normalissima e abbiamo prodotto un demo tape con musica nostra. Solo dopo quattro anni, per guadagnare esperienza, abbiamo pensato di fare tributo ai Metallica, che è durato 2 anni sugli 11 che siamo in giro.
Per quel che riguarda il percorso scelto dalla band di San Francisco, dico che il gruppo si evolve, cresce artisticamente e personalmente in base alle esperienze della vita. Se loro hanno deciso di fare quello che hanno fatto, ci sarà stato un perché e noi non possiamo metterci li a dire “Non sono piu’ come una volta”. Ovvio, nessuno resta come era (si spera). Certo , molte bands, come gli Slayer hanno cambiato poco, o gli Ac/dc mai. Sono scelte, scelte di vita, scelte dei membri di una band che personalmente rispetto. Certo, mi mancano i Metallica di “Master of Puppets” però se loro hanno scelto cosi’ a me sta bene, e in fondo, al mondo, ci sono miliardi di bands che suonano ottima musica. Pare sempre che ci sia qualche cosa da dire. Non va mai bene nulla. Un pò di positività! Si guarda sempre al negativo. Io penso che da “Reload” a “St. Anger” il passo sia stato buono, no? Sono tornati un pò piu’ pesanti. Pensate se avessero fatto un album hip pop-rock…e insomma guardiamola dal lato positivo. Sono sempre i nostri “eroi” e quando li vediamo sul palco cantiamo tutto…compreso “Memory remains” o “Saint anger”!

Inevitabile. State seguendo i Mondiali di calcio? Come vedi l’Italia?
Eh, siamo agli ottavi. Bene…non so come andrà a finire, se prendiamo coscienza della nostra forza possiamo far bene, il problema è che se lo fa anche il Brasile non c’è storia.

Come consuetudine ti lascio lo spazio per concludere come preferisci, a presto!
Ringrazio tutti voi per averci dato la possibilità di poter parlare e saluto tutti i nostri fans esortandoli a supportare la band e il nuovo disco. Penso che sia un bell’album, piacevole e godibile. La produzione ottima, la musica pure e chi ci ha lavorato sopra ha dato del proprio meglio. Spero anche di vedervi nei live shows e se invece passate per Cittadella chiamateci che ci troviamo assieme a mangiare qualche cosa assieme, fare un po’ di casino e bere. ”Eoads and Beers” ragazzi. Divertitevi e pensate positivo! Ciao!

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