Pubblicato nel 2004
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Non c’è storia… i Mayhem sono morti con Euronymous. Il gruppo che ha continuato a portare quel nome è sempre stato un altro. C’è di buono però che i Mayhem di oggi, dopo il controverso “Grand Declaration Of War” sembrano sapere benissimo quello che vogliono suonare…

Che vi piaccia o no i Mayhem di Chimera sono una band che strizza fortemente l’occhio alla moderna concezione del black metal quella di cui si sono fatti portabandiera i Satyricon con “Rebel Extravaganza” prima e “Volcano” dopo. Chimera si colloca un po’ a metà strada tra questi due dischi con i suoi suoni moderni e potenti, con i suoi arrangiamenti curati e d’effetto, e con le sue melodie quasi accattivanti che hanno ben poco da spartire col primordiale Black Metal!
Ascoltatevi “Rape Humanity With Pride” e ditemi se alla fine le melodie di questa canzone non vi si stamperanno in testa con facilità disarmante. Ciò non sarebbe un male, purtroppo non tutte le canzoni riescono ad essere altrettanto coinvolgenti; già l’opener “Whore” è una tirata di 2:58 che annoia per l’inconsistenza del riffing e per l’interpretazione vocale di Maniac che non è certo uno dei migliori cantanti in circolazione. Meno male che si tratta del pezzo meno riuscito dell’album (bella mossa usarlo da opener!).
La seconda traccia “Dark Night Of The Soul” parte con un riff e con delle armonie che mi hanno ricordato molto i Satyricon, dopo 3:30 di tempi rallentati inizia una moderata accelerazione che si apre in una velocissima sfuriata Black. Della terza traccia, forse la meglio riuscita ho già parlato. Si prosegue con “My Death” che parte con un violentissimo riff alla Slayer, ma è questione di un attimo dopodichè la canzone si attesta su tempi lenti e atmosfere asfissianti, giocando sulle piacevoli armonizzazioni delle chitarre e sulle intriganti soluzioni melodiche, purtroppo in questo frangente i Mayhem la tirano un po’ troppo per le lunghe, comunque il pezzo non annoia affatto e ci ripaga nel finale.
“You Must Fall” è invece basato su ritmi veloci, risaltano il buon riffing e le melodie chitarristiche tracciate sopra di esso. Diverso è l’ispirazione di “Slaughter Of Dreams” dove sono i riff di derivazione Death Metal (chi ha detto Blood Red Throne!?) a condurre una canzone che purtroppo pecca di immobilismo. Più particolare è “Impious Devious Leper Lord” che si apre con un giro di basso dal suono molto distorto (e dal sapore crossover), partono le chitarre e sono ancora riff Death Metal che vengono (indecentemente) interrotti ed intervallati per tutta la canzone dal giro di basso di cui sopra. Il finale dell’album è affidato alla buona “Chimera” e anche qui spiccano i riff Death (Monstrosity questa volta) a cui fanno da contraltare momenti più pacati e meno aggressivi, poi verso metà canzone i Mayhem decidono che è ora di accelerare i tempi ed è Black Metal (almeno formalmente) fino alla conclusione.

Lasciate perdere quello che i Mayhem sono stati e lasciate pure perdere l’idea di trovarvi di fronte ad un album Black Metal perché così non è, o almeno lo è solo in parte. Il disco che potrebbe sembrare piatto ad un primo ascolto è invece caratterizzato da una complessità compositiva e ad un attenzione per i dettagli notevole. Ovviamente ciò non basta a sfornare un album eccellente, ma se avrete voglia di lasciar perdere la vostra intransigenza questi particolari sapranno farsi apprezzare.

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