Seconda ristampa a nome Mass ad opera della SPV. Stavolta si tratta di “War Law”, lavoro datato 1984 e penultimo della formazione tedesca. Confrontato con il precedente “Metal Fighter” si nota finalmente un decisivo aumento della velocità ed una virata verso territori meno hard rock e più tipicamente metal, anche se i riferimenti all’operato di un certo Eddie Van Halen non mancano di certo, soprattutto in fase solista. Ben in evidenza anche i richiami, se non volete chiamarli semi-plagi, agli Ac/dc di “Chained”, ma il tutto risulta ben amalgamato in un compatto heavy metal anni ’80. Se proprio bisogna fare dei paragoni, possono essere chiamati in causa i Judas Priest più rocciosi del capolavoro “British Steel”, ma comunque si tratta di un genere estremamente in voga all’epoca ed i Mass sono solo una tra le tante band che proponevano questo tipo di sonorità in quel periodo storico.
“War Law” non è infatti per nulla un disco epocale, ma solo un lavoro di pregevole fattura, decisamente più godibile del suo predecessore e ben confezionato. La ristampa fornisce, oltre ad una buona confezione digipack, anche un artwork parzialmente rinnovato con note riguardanti un po’ di storia del gruppo. Proprio in questo senso, come accade in occasione della reissue di “Metal Fighter”, sono le note ed il booklet i punti dolenti di questa operazione archeologica di recupero, veramente scarse le prime e troppo riduttivo il secondo, tanto da non rendere affatto giustizia al disco. Ecco, in questo senso la SPV si poteva sforzare decisamente di più, prendendo magari esempio da etichette specializzate in ristampe come la polacca Metal Mind, foriera di nuove versioni di vecchi classici estremamente dettagliate e ben fatte.
In ogni caso il penultimo parto discografico di questa band tedesca si rivela essere uno dei punti più alti della loro carriera, con una maggiore attitudine metal, pur restando in un territorio dove l’hard rock si fa fortemente sentire, anche per la sensazione di “just for fun” che accompagna alcuni brani dell’album come “Lose And Booze”. Ogni tanto, poi, fa sorridere la pronuncia inglese del cantante Jack E. Burnside, fin troppo dura e teutonica in determinati frangenti, anche se ben lungi dall’essere maccheronica come quella di alcuni suoi colleghi provenienti dal nostro Belpaese.
In definitiva, le tracce contenute in “War Law” sono ben fatte e bilanciate tra una vaga eterogeneità ed un filo conduttore ben definito che accompagna durante tutta la durata del lavoro. Dopo questo lavoro i Nostri daranno alle stampe ancora “Kick Your Ass” nel 1986 per poi sciogliersi definitivamente due anni dopo. Il mondo dell’heavy metal non ha pianto, ma diciamo che ha perso dei rappresentanti abbastanza validi, il che comunque dispiace. Di contro, fa piacere che le operazioni di ristampa portino alla luce dei piccoli gioielli a loro modo rappresentativi di una scena in estremo fermento come quella metal degli anni ’80.

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