Pubblicato nel 2010
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Ebbi l’occasione di conoscere il nome dei Manticora in occasione del loro tour di supporto agli Angra del 2004, quando la band carioca era in giro per promuovere lo splendido “Temple Of Shadows” ed il combo olandese la accompagnava (insieme agli austriaci Edenbridge) ed era forte dell’imminente uscita di “8 Deadly Sins”. 6 anni e 2 album (oltre al presente) sono passati ed oggi ritroviamo la formazione di Hvidovre in procinto di rilasciare questo “Safe” dopo essersi cimentata in un concept complesso come quello espresso nelle due parti dell’opera “The Black Circus”. Se all’epoca i Nostri erano ancora terribilmente legati al nome dei Blind Guardian, soprattutto a causa della voce del cantante Lars F. Larsen, oggi invece hanno acquisito una personalità piuttosto forte nonostante comunque i richiami ai 4 bardi tedeschi siano ancora presenti in quantità massiccia. Diciamo che, se proprio volessimo fare dei paragoni, i Manticora suonano più come gli Iced Earth che non come i Blind Guardian, nel senso che il loro power metal ha iniettato al suo interno un concentrato di thrash/speed che emerge spesso e volentieri dal sottobosco della loro proposta musicale.
Nell’approcciarsi al nuovo disco dei Manticora bisogna ricordarsi quindi che stiamo parlando di una band che negli anni si è costruita una sua identità fatta sicuramente di power metal, ma anche di sfuriate thrash (sentire “Silence The Freedom” che sembra quasi uscita dalla penna di Mille Petrozza dei Kreator, se non fosse per la linea vocale) e di ritornelli melodici, ma mai scontati. Certo, la velocità è un comune denominatore delle tracce contenute in “Safe”, ma anche quando i ritmi rallentano le cose non si fanno certo meno serie e le mazzate sui denti continuano ad arrivare.
Ciò che va anche detto è che la lunghezza media dei brani è piuttosto elevata, essendo presenti solo 7 canzoni per una durata complessiva che sfiora i 50 minuti, ma le mille sfaccettature toccate all’interno di ogni singolo pezzo fanno si che non si senta affatto il peso di un minutaggio così elevato.
Insomma, questo “Safe” si pone a ragione come l’album più duro e thrash-oriented dei Manticora, i quali decidono di non assestarsi sui livelli del concept “The Black Circus”, ma di cambiare parzialmente pelle indurendo il proprio sound ed avventurandosi in lidi quasi estremi. Certamente il risultato che ne scaturisce è il disco più maturo e, probabilmente, migliore della carriera del combo olandese.

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