Quando si dice che a volte l’apparenza coincide con la sostanza… guardando la copertina di “The Balance Of Blue” non mi aspettavo un grande album, quel volto di donna su sfondo “gothicheggiante” mi ricordava immagini viste tante volte, e così è stato anche per la musica: canzoni gothicheggianti sentite mille volte. Le varie tracce in cui si sviluppa l’album sanno infatti tutte di già ascoltato, a volte vengono ricordati gli Evanescence (come nell’opener), a volte i Within Temptation o persino i Cranberries (sentite il cantato della conclusiva “The Final Chapter”!), a volte altre band ancora, il risultato non è praticamente mai interessante. Solo “Balance Of Blue” è riuscita a colpirmi un po’, con la sua voce maschile pulita e i diversi strati di voce sovrapposti che fanno spessissimo capolino, peccato che anche qua la parte finale “pseudodecadente” rovini un po’ la canzone. Che poi, a proposito di voce maschile, anche “Crawling Waves” sarebbe interessante nelle parti con la voce pulita del cantante, purtroppo però è rovinata dagli inserti di growl e dalla cantante femminile…
Insomma, avrete ormai capito che non ho apprezzato molto il lavoro di Birgit e, considerando che tutto l’album si basa sulla voce di questa ragazza, immagino intuirete quanto poco mi abbia convinto il tutto. Non assegno alla band un voto più basso perchè comunque una manciata di brani ascoltabili in “The Balance Of Blue” c’è (come la già citata “Balance of Blue” o le due canzoni finali, dove l’elettronica è presente in maniera maggiore che nel resto dell’album), globalmente comunque questo lavoro mi sembra alquanto evitabile.

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