Un bel passo in avanti per i Mandrake! Il precedente “The Balance Of Blue” non mi aveva infatti entusiasmato e mi aspettavo decisamente poco da questo “Mary Celeste”, tuttavia il gruppo è stato capace di maturare abbastanza. Certo, l’album di cui vi sto parlando non è nulla di eclatante, tuttavia è sicuramente sufficiente e si lascia ascoltare volentieri. La proposta della band è rimasta un gothic in cui l’elemento centrale è la voce femminile, tuttavia la cantante è migliorata parecchio e soprattutto è stata azzeccata la scelta di diminuire le parti stucchevoli e di lasciare spazio a composizioni più “energiche”. Proprio questo secondo aspetto è quello in grado di fare la differenza col lavoro precedente, i Mandrake non mi sembrano infatti molto bravi nel costruire passaggi atmosferici, tuttavia rendendo i pezzi più “muscolari” riescono ad accattivare comunque almeno un po’ l’ascoltatore

Insomma, “Mary Celeste” non è un lavoro imperdibile, nemmeno per gli appassionati del gothic, tuttavia è un buon passo in avanti per i Mandrake e qualche ascolto glielo si concede tutto sommato volentieri, il che, considerate le mie aspettative iniziali piuttosto basse, è già qualcosa.

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