Torna una delle band che ha dato vita alla scena death metal floridiana insieme a Morbid Angel, Death, Deicide ed altri gruppi i quali, a differenza dei Malevolent Creation, sono riusciti ad emergere dall’underground. Inutile parlare della serietà del gruppo che, nonostante cambi di line-up, è giunto al decimo disco (anche se fra alti e bassi) nel migliore dei modi.
Perfettamente a loro agio il nuovo cantante Kyle Simons ed il nuovo batterista Justin Dipinto che si dimostra un vero e proprio tritacarne. Sin dalla prima traccia nonché title-track veniamo colpiti in pieno volto da un muro sonoro di immense dimensioni, da riff dissonanti e da un drumming furioso, il tutto condito da accelerazioni e digressioni durante tutta la durata della canzone.
Suonata a 300 km/h è la seguente Pillage and Burn, due minuti di pura violenza death-thrash vecchio stampo mentre più ragionata risulta essere la successiva All that remains.
Riff molto “alla Deicide” in With Murderous Precision, canzone prevalentemente mid-tempo ma con grandiose accelerazioni, un vero tormento per i nostri poveri timpani!
Segue Lifeblood molto Slayer style con una doppia cassa dalla precisione chirurgica in sottofondo che crea un tappeto sonoro incredibile con tanto di assolo “improvvisato” sempre di scuola Slayerana. E si prosegue su queste coordinate verso Assassin Squad dove ci viene offerta un’ottima dimostrazione di bravura in fase solista da parte dei chitarristi in lunghi nonché tecnici guitar solo.
Un mid-tempo breve ma da urlo ci introduce a Rebirth of Terror, canzone che sembra esser stata studiata appositamente per le esibizioni live (mentre la ascoltate provate ad immaginare il pogo che riuscirebbe a scatenare)! Trascurando Superior Firepower dato che mi ha impressionato meno di tutte le altre approdiamo forse alla vera e propria mazzata del disco, Divide and Conquer, che letteralmente vi schiaccerà col suo drumming massiccio (davvero un grande il batterista!) e col suo incessante guitar riffing e credetemi, subito vi ritroverete a canticchiare il ritornello senza accorgervene!
Ci si avvicina sempre più alla fine con The Cardinal’s Law che risulta essere la traccia più complessa sia dal punto di vista tecnico che da quello del song writing dell’intero disco per poi giungere alla fine con l’ultimo pugno in faccia, Burnt Beyond Recognition.
Un buonissimo disco che racchiude in se thrash, death e grind metal il tutto suonato con una tecnica eccellente da parte di ogni componente del gruppo e sorretta da un cantato cattivissimo che si adatta perfettamente alla musica proposta.
Poco più di 40 minuti di pura viuuulenza (alla Abatantuono se mi permettete) partoriti da uno dei gruppi più devastanti esistenti!

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