In alcuni casi capita che, nel tentare di essere originali a tutti i costi, si perda la bussola e con il fine di conferire con insistenza una varietà alla propria proposta la si possa rendere scialba e priva di un’anima. Evidentemente questo problema ha riguardato anche le Mahavatar, due ragazze statunitensi al loro debut album con la label italiana Cruz Del Sur Music. “Go With The No!”, per quanto possa risultare a tratti un buon lavoro, ha il grosso demerito di sembrare poco solido e poco maturo. L’accostamento di generi, per propria natura, diversi tra loro può diventare infatti un’arma a doppio taglio se non lo si riesce ad utilizzare con parsimonia e gusto.

Lo stile delle due donzelle è difficilmente classificabile e riunisce le contaminazioni più disparate che vanno dal rock melodico al nu-metal, passando da atmosfere gotiche e orientaleggianti, a finire con sezioni ritmiche in stile funk. Per quanto tutto ciò possa giovare all’ascoltabilità ed alla godibilità dell’album il mix non ha sempre come frutto episodi positivi ed il songwriting talvolta confusionario e disordinato ne è una palese testimonianza. L’unica caratteristica che accomuna tutti i brani è l’utilizzo costante di tempi lenti e rilassati con i quali, però, le due musiciste a stelle e strisce sembrano saperci fare riuscendo quasi sempre a mantenere una dose di groove ed aggressività abbastanza marcata.
Le linee vocali di Lizza Hayson sono piuttosto curate e riescono egregiamente a far fronte ai (troppi) cambi di stile della band, raggiungendo il picco nei momenti più aggressivi in cui la singer d’origine israeliana fa il verso alla sua collega Shamaya degli Otep ma dimostrando di dover ancora lavorare per ben figurare in quelli più tirati ed impegnativi.

Insomma, le basi per qualcosa d’interessante ci sono ma i frutti risulteranno tangibili solo dopo una maturazione della band ed un conseguente affinamento dello stile e degli arrangiamenti ancora troppo grezzi e ricchi di superflue leziosità. Un disco complessivamente sufficiente e sicuramente al di sopra di altre uscite nu del momento. Nonostante ciò, data la particolarità del sound, consiglio anche agli ascoltatori di sonorità più audaci di prendere questa release con le molle per poterne apprezzare a
pieno il suo eccessivamente camaleontico stile.

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