Torna una delle migliori compagini di AOR melodico, i Magnum, ed i fan del settore possono già prenotare la propria copia dal rivenditore di fiducia perché “Princess Alice And The Broken Arrow” si candida sin da ora per un posto in prima fila tra le migliori uscite di genere di questo 2007.
Bob Catley e compagni, da questo punto di vista, non hanno mai tradito le aspettative dei propri estimatori, certo è che gli ultimi due lavori della band non possono essere paragonati ai capolavori conclamati del passato come “Kingdom Of Madness” e “On A Storyteller’s Night”. Con questa ultima fatica, invece, i Magnum si avvicinano di molto a quanto proposto nel proprio acme artistico in virtù di un disco solido e dalla struttura inattaccabile.

Un songwriting al solito molto ispirato ed un Bob Catley superlativo fanno la propria parte in un contesto musicale in cui assumono un certo rilievo anche una produzione calda ed avvolgente, la splendida cover artwork di Rodney Matthews e l’estro artistico del sempre valido Tony Clarkin.
Il tredicesimo disco della band, dunque, non sembra prestare il fianco a nessun tipo di attacco, forte di una sequela di brani competitivi tra i quali spiccano l’iniziale e pomposa “When We Were Younger”, dal piglio deciso e coinvolgente, e la ballad “Inside Your Head”, in cui i Magnum sperimentano soluzioni musicali decisamente retrò. Presi solo a titolo d’esempio, questi due episodi rispecchiano fedelmente ed in maniera appropriata quella che è la doppia anima del combo britannico, in parte melodica e suadente, in parte decisamente di stampo pomp rock. Rimane fondamentale, in questo senso, l’apporto del tastierista Mark Stanway e l’approccio alla composizione dei nostri, da sempre fautori di un certo tipo di musica molto orecchiabile ed ampollosa.
Un ritorno di grande spessore per i Magnum, una compagine che non ha mai smesso di regalare emozioni a profusione nell’arco della propria lunghissima carriera artistica.

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