A neanche un anno dalla pubblicazione di “The Visitation” i Magnum tornano sul mercato con una succulenta appendice del loro ultimo studio album; non una comune compilation celebrativa, ma dieci brani risuonati quasi per intero cui si aggiungono ben due tracce inedite. “Evolution” è il risultato finale e un gentilissimo Bob Catley che ci ha raggiunto telefonicamente prova a spiegarci i dettagli di questa particolare operazione. Quando il telefono squilla è sempre un’emozione!

“Luca?”

Ciao Bob, grazie per l’ intervista! Quante ne hai fatte oggi?
Per oggi è la prima, domani ne seguiranno altre!

Molto onorato! Iniziamo parlando del nuovo “Evolution”, un best album molto particolare: tracce inedite, tracce riarrangiate, altre nella loro versione originale. In generale, sembra che le canzoni abbiano davvero una marcia in più.

L’idea era proprio quella di dare alle canzoni una marcia in più! Dopo cinque album pubblicati negli ultimi dieci anni con la SPV abbiamo avuto l’idea di una compilation celebrativa scegliendo due canzoni per ogni disco, più un paio di inediti. Eravamo sicuri che l’etichetta avrebbe apprezzato quest’idea, inoltre volevamo che il disco suonasse come siamo oggi nel 2011 e non come dieci anni fa. Penso infatti che “The Visitation” abbia il miglior sound che abbiamo mai registrato per cui abbiamo pensato di portare i pezzi più vecchi allo stesso livello qualitativo di quelli recenti. Abbiamo rielaborato le parti di chitarra, poi abbiamo aggiunto anche il basso, per dare maggior spazio al nuovo bassista… abbiamo registrato anche la batteria di quelle tracce cui Harry James, nostro attuale drummer, non aveva preso parte (allude ai pezzi estratti da “Breath Of Life”, ndr). Lo scopo era quello di portare il vecchio materiale sugli standard attuali e direi che ci siamo riusciti in pieno. Le vocals e le tastiere invece sono rimaste pressochè le stesse. Alla fine, le chitarre e la ritmica hanno reso il disco più solido; con queste premesse, non potevamo che intitolare il disco “Evolution”!

Volevate migliorare la qualità del suono o semplicemente creare nuovi arrangiamenti?
Non volevamo tanto lavorare sugli arrangiamenti quando sulla qualità dei suoni e sulla produzione. Ci siamo concentrati anche sul mixaggio, per questo il disco suona più solido, e il sound guitar oriented rispecchia appieno la direzione che il gruppo sta prendendo.

Come avete scelto le canzoni? Avete selezionato le più rappresentative dei rispettivi albums?
L’idea era quella di fare una compilation rock, così abbiamo scelto due canzoni dai vari “Breath Of Life”, “Brand New Morning”, “Princess Alice”, “Moonking”, non necessariamente le migliori, bensì quelle che meglio si prestavano ad essere riarrangiate in chiave più heavy. Le dinamiche dei brani sono state modificate laddove ce n’era bisogno, il risultato è che risultano persino più eccitanti e più godibili degli originali! Tieni presente che dal vivo tendiamo a suonare più veloci, “Brand New Morning” e “Just Like January” ad esempio suonano più simili alla versione on stage, mentre gli estratti di “The Visitation” non sono stati minimamente modificati. Insomma, “Evolution” non è il solito best of. Si è trattato di prendere le versioni originali dei brani e rimodernizzarle un po’. Lasciami dire inoltre che mi piacerebbe sentire in radio “The Fall”, lo trovo un pezzo di grande attualità, molto catchy.

Nella compilation ci suoni due inediti, peraltro ottimi. Come mai non sono stati inclusi in “The Visitation”?
Beh, non erano ancora state scritte! Eh eh eh!!!

Come si dice: elementare, Watson! Giusto per restare in tema, avete mai pensato di registrare il materiale dei vostri primi dischi?
A dire la verità no, preferiamo concentrarci sul prossimo studio album che fra l’altro incideremo a breve. Non credo sarebbe un’idea interessante registrare di nuovo il primo album, non ne vedo la necessità, abbiamo fatto questo sugli album della SPV per i motivi che ti ho detto prima, ma farlo per tutto il repertorio, con tutto il materiale che abbiamo direi di no, lo escludo almeno per il momento.

Dobbiamo dunque attenderci un nuovo studio album…?
Abbiamo in programma alcuni shows a marzo per promuovere questa compilation dopodichè rientreremo subito in studio. Le registrazioni dovrebbero iniziar ela prossima estate mentre il disco dovrebbe uscire al massimo ad inizio 2013. Ci sarà un altro disco dei Magnum, questo è sicuro!

Quest’anno sei stato di nuovo in tour con Avantasia: cosa hanno lasciato di nuovo questa esperienza e questi giovani musicisti, a un professionista dalla carriera ultradecennale come te?
E’ stato fantastico per me unirmi ad Avantasia lasciamelo dire, non avevo mai fatto un’esperienza del genere…essere una delle sette voci coinvolte è stato un vero onore, così come le tre canzoni che ho dovuto interpretare assieme all’ encore di “Seven Angels”. Mi piacerebbe ripeterla come esperienza, ma sai, dipende tutto da Tobias.

Magnum e Avantasia sono accomunati da ricordi non proprio memorabili in Italia. I rispettivi tour non sono andati proprio bene qui da noi…cos’è andato storto secondo te?
Col senno di poi ti dico che forse qualcosa non è andato nel verso giusto, forse fu un errore ingaggiarci in quel periodo, a quelle condizioni… Abbiamo cancellato uno show in Spagna durante il primo tour di Avantasia, forse le cose non erano state organizzate per il meglio in quella occasione, posso dirti che da allora in poi Avantasia è sempre andato sold out, soprattutto in Germania, a Wacken. Non escludo che entrambi i gruppi possano suonare in Italia in futuro, ma sai com’è, dipende dall’interesse che c’è fra il pubblico, i gusti cambiano da paese a paese… i concerti poi sono diventati estremamente costosi, nelle tasche dei ragazzi girano sempre meno soldi, inevitabile che il pubblico si trovi a fare delle scelte.

“The Visitation” è stato accolto molto bene in Germania, entrando direttamente in terza posizione, e anche l’Inghilterra sembra vivere un rinnovato interesse nei confronti dei Magnum. Da cosa dipende secondo te? Dopotutto, non siete quasi mai stati una band da copertina….
A parte in Germania! Scherzi a parte, negli anni ’80 eravamo spesso su riviste come Kerrang! oggi è diverso, ci sono meno fan che comprano dischi solo per il fatto che ti trovi in copertina. Siamo ancora popolari verso i nostri fan, che ci seguono con molta partecipazione e non ci hanno dimenticato…diciamo che non siamo più tanto giovani da finire in copertina.. eh eh…

Bob, ti ringrazio a nome della webzine spero che possiamo rivederci al primo concerto utile!
Se hai voglia di farti un giro, ti anticipo a inizio 2013 allo Z-7, di solito una data lì non manca mai. Ti aspetto per un’intervista face to face!

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