Gruppo promettente questi Madwork provenienti da Asti e formatosi nel 2000. C’è subito da dire che se in due anni sono riusciti a realizzare un demo così buono, con un po’ di esperienza in più possono riuscire a realizzare un ottimo lavoro. Ma procediamo con ordine. Il gruppo ci propone un power prog sinfonico di buona fattura, vario, articolato, imprevedibile ma nello stesso tempo granitico e melodico, grazie a degli intermezzi (messi alla fine di ogni canzone) decisamente efficaci. La produzione è sufficientemente professionale anche se “Pray Mantis Pray” risulta piuttosto confusa, forse dovuto più al missaggio che alla produzione. Il mini cd viene aperto con un intro d’effetto; una chitarra arpeggiata fa da sottofondo ad una narrazione che proseguirà in tutti gli intermezzi. Si prosegue con la già citata “Pray Mantis Pray” che proprio per quel suono confuso, di cui ho parlato prima, non rende appieno le potenzialità del brano che viene reso aggressivo dalle chitarre con riff corposi, mentre le tastiere purtroppo non si sentono molto bene. La successiva “My Midnights” è il pezzo migliore dell’intero lavoro; non particolarmente aggressivo ma le cavalcate create dal chitarrista Beppe sono di sicuro effetto e con un’ottima interpretazione del pezzo da parte del cantante Jago, che dimostra tutto il suo valore nelle tonalità medie piuttosto che in quelle più sostenute. Il brano trova ispirazione nei Dream Theater con continui cambi di tempo eseguiti con precisione dalla sezione ritmica. “My Nightmares” è un pezzo lento ed evocativo in cui il piano di Luca e la voce di Jago regalano un momento di tristezza e nostalgia profonda. Il cd si conclude con la sperimentale, soprattutto nel lavoro di tastiere, “Breathing Under Water”. Sembra di ascoltare i Dream Theater in versione pesante con delle tastiere che ricordano in certi passaggi “Close To The Edge” degli Yes. In definitiva un gruppo decisamente valido nel panorama metal prog italiano; consiglio di segnarvi il nome di questa band e desidero fare i miei complimenti al gruppo per la stupenda copertina dell’album e la cura messa nella realizzazione del booklet. Veramente bravi.

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