Pubblicato nel 2012
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Ne è passato di tempo da quando ascoltai il primo album dei Rhapsody, e subito me ne innamorai. Il gruppo da allora si è evoluto, progredendo sempre e, pur restando fedeli a sè stessi, cambiando e elaborando il proprio stile. Mai avrei immaginato che la coppia Turilli/Staropoli un giorno potesse separarsi artisticamente.
Mi aspettavo quindi che Turilli proseguisse la sua carriera solista ed invece, sorprendendo tutti, ha mantenuto anche lui il logo e monicker Rhapsody.
Il nuovo lavoro non poteva differenziarsi troppo dalla musica che ha composto negli ultimi quindici anni, non l’ha fatto neppure con i suoi album solisti.
Ma Ascending To Infinity ha delle novità in serbo. Il cantante Alessandro Conti, già nei favolosi Trick Or Treat, ha dato una sterzata unica alla musica di Turilli.
Il suo approccio Kiskeiano ha elevato il power sinfonico che conosciamo bene, tanto da essere presente una formidabile versione di March Of Time degli Helloween.
Questo lavoro è però molto più variegato, meno canonico rispetto ai soliti clichè presenti negli album dei Rhapsody passati. Turilli ha ideato l’album come se fosse realmente la colonna sonora di un film, già l’iniziale Quantum X avverte l’ascoltatore di prepararsi ad uno spettacolare viaggio. E di viaggio si tratta.
Non c’è una canzone uguale all’altra, passando dai favolosi acuti di Conti a un sorprendente cantato lirico, cantato lirico che ha il suo culmine nel duetto con la cantante lirica cui si appoggiano da anni Turilli e Staropoli. Ecco, il vero punto di forza di questo lavoro è proprio la commistione di cantato Kiskeiano, lirico e volendo della tradizione italiana.
Turilli ci ha sempre abituato ad inserire partiture di tarantella, ma qui fa un decisivo passo avanti con un notevole utillizzo della lingua madre che conferisce quel qualcosa in più alla musicalità dei brani. Certo in passato ha scritto brani cantati in italiano, ma questa volta in ogni brano ci sono delle parti cantate nella nostra lingua.
E l’effetto è strepitoso,. E’ come se Turilli volesse ribadire il suo amore per lìItalia, anche già per il fatto di aver scelto un cantante italiano per la sua musica.
Musica che è adesso meno medievaleggiante, più futuristica e meno prevedibile. In Ascending To Infinity si fa ampio utilizzo di effetti speciali, proprio come ci sono nei film, impreziosendo il suo marchio di fabbrica e portandolo a un nuovo livello, anche con testi più fantascientifici.
E questo è probabilmente solo l’inizio.

Semplicemente spettacolare:  un film diventato musica.

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