Pubblicato nel 2005
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Tentare di descrivere un disco con una sola parola è un’impresa tanto ardua quanto limitativa per lo stesso, ma nel caso specifico di “Cognitive Note Of Discord”, dopo numerosi ascolti, viene quasi naturale associargli la figura di una spugna. Ciò che fanno i Lords Of Decadence in quest’esordio non è altro che impregnare la propria proposta musicale, senza alcun tipo di filtraggio, quanto già fatto dagli ultimi Children Of Bodom, Soilwork ed In Flames. Proprio il trittico del death “mieloso”: molti li criticano, pochi li prendono sul serio (in particolare nell’ultimo periodo) ma ciò che loro continuano a produrre evidentemente a qualcuno piace tanto da prenderlo e farlo proprio di sana pianta.

Il pregio fondamentale, e forse unico, di questo disco è quello di essere squisitamente ruffiano andando a puntare sulla facilità d’ascolto che in effetti è degnamente mantenuta dai dieci brani contenuti. Dall’opener “Relationship: Erased” fino ad arrivare a “When Rain Is Pain” tutto il materiale proposto scorre via agilmente senza mai tediare. Tutte queste sono caratteristiche positive che vengono, però, miseramente a cadere non appena si vanno a cercare riscontri nel contenuto artistico del disco, e quindi nell’abilità della band di proporre qualcosa di proprio facendo così cadere il lavoro nell’anonimato. Purtroppo per la formazione austriaca sono un dato di fatto i virtuosismi alle tastiera che ricalcano di pari passo quelli regalati dal migliore Janne Wirman, le vocals identiche a quelle del suo collega Lahio e addirittura riff che riportano alla mente in tutto e per tutto brani delle band citate sopra: si provi a confrontare il break di “Rejection Role” dei Soilwork con quello di “Ronin Revolution” per farsi una vaga idea. Una produzione di non altissima qualità che rende i sound troppo “liquidi” per il genere proposto dà il colpo di grazia ad un disco in cui la già citata scorrevolezza non riesce ad avere la meglio sui troppi nei.

Un prodotto che si lascia ascoltare senza nessun problema ma in cui si fa fatica a vedere una validità artistica concreta. La base tecnica c’è ed è testimoniata dalla precisione dei suoni ma com’è chiaro a tutti da sola non basta per fare di un disco qualcosa di consigliabile, per fare strada consiglierei a chiunque di puntare su tutt’altro.

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