Primo full-length per i Ljå, gruppo norvegese che nell’underground era abbastanza atteso visto il più che convincente demo messo in circolazione nel 2002. “Til Avsky For Livet” trasuda rabbia e angoscia, è un album che segue il classico mood del black old style, grezzo, veloce, diretto, senza fronzoli, tutto giocato sull’efficacia dei riff, accompagnati da un lavoro ritmico prepotente e martellante. La sensazione primaria che si ha ascoltando questo debutto è di trovarsi di fronte ad un album superficialmente rumoroso, per la scelta di suoni ruvidi, mai nitidi, strutturato in brani abbastanza lunghi, che per fortuna non scadono nella monotonia grazie ad aperture rallentate che animano tutte le composizioni. Un lavoro movimentato a tratti da venature thrash, adottate con parsimonia per lasciare un po’ di respiro nell’atmosfera claustrofobica creata da marce velocissime e macchiate di pece. Un’opera così embrionale e primitiva sicuramente sarà gradita solo da chi segue il black vecchio stampo, quello nato negli anni ’90, grezzo, minimale e melodico a la Taake. Quel black nato dai ghiacci norvegesi, che poche band oggi sanno ancora forgiare e maneggiare, un tipo di musica non toccata dal sole, sfiorata dalle aurore boreali e incisa dal freddo vento del nord. Con “Til Avsky For Livet” rivive lo spirito del True Norwegian Black Metal, quello puro e ferale insegnato dai padri del genere. Dalla prima canzone, “Til Satan”, un vero capolavoro, fino alle note acustiche finali di “Gjort til Djevel” i Ljå hanno orchestrato un lavoro oscuro, malato, pericoloso che nella sua impurità riesce ad avere un impatto diretto e facile da assimilare.
Ljå: un nome da non dimenticare assolutamente.

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