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  Ven 03 Set 2010, 10:36
Folk Stone + Lou Quinse + Herjan
04/03/2010
Live Music Club - Trezzo D'Adda (MI)
Sapevo che il 4 marzo di quest'anno si sarebbe rivelata una data importante, certo forse non così determinate per l'evolversi della scena folk metal europea ma di sicuro interesse per quella scena metallica italiana che da tempi immemori dimostra per mille (ig)noti motivi di non sapere valorizzare a dovere né il talento né la professionalità dei suoi artisti, finendo per fare involvere gli auspici e far migrare sforzi, fiducia ed investimenti verso confini via via sempre più stranieri. Chissà se la serata di presentazione ufficiale del nuovo lavoro dei lombardi Folk Stone potrà finalmente rendere l'evidenza così chiara da non poter essere negata nemmeno da involontari pensieri. E che il folk e la goliardia abbiano inizio!

A scaldare le pareti e l'impianto audio del “nuovo” Live Music Club di Trezzo D'Adda ci pensano dapprima gli emergenti Herjan con il loro metal folk ancora acerbo ma assolutamente convincente, subito seguiti dai torinesi Lou Quinse che però rendono l'antipasto un pò meno digeribile, per via di un ibrido folk-hardcore davvero energico ma ancora troppo tarato verso quest'ultimo e perciò totalmente decontestualizzato in una serata come questa. Da notare inoltre che nemmeno le ottime qualità sonore e logistiche offerte dal locale ospitante sembrano aver attirato molte più persone dei soliti fedelissimi ma nulla pare riuscire ad interrompere un'atmosfera già fortemente ispirata. I corni vichinghi si riempiono di birra, le gonnelle scozzesi svolazzano audaci e l'euforia goliardica che i fan dei Folk Stone sanno infondere anche ai meno affezionati si percepisce fiera nell'aria. Ed è così che la band di Bergamo fa capolino sul palco, ansiosa di regalare a tutti i discepoli del metallo bucolico alcuni (molti) assaggi della propria ultima fatica discografica, dal titolo Damnati Ad Metalla. Rispetto al disco d'esordio, le composizioni mostrano una notevole maturazione artistica e compositiva e le note di pezzi come Luppulus in Fabula, Frerì e Terra Santa infiammano la platea a suon di fendenti metallici e fiati mai parchi di melodie intrise di festosità pagana. L'intera band è al top della forma e tutti, proprio tutti i ragazzi del gruppo, sommersi da innumerevoli strumenti tradizionali, arpe, bagpipes e flauti di varia origine e natura, danno l'impressione che divertimento e professionalità possano davvero convivere anche al di sopra di un palco heavy metal. Il suono dei nuovi brani è più corposo rispetto al recente passato ed alcuni spigoli del primo album vengono finalmente limati a dovere. Il messaggio della band assume talvolta una connotazione decisamente più heavy e questo non può che farci un estremo piacere. Ma non abbiate paura: il folk energico, sincero e fortemente legato alle tradizioni e alle montagne tanto care a Lore e ai suoi prodi guerrieri non viene (né verrà) mai meno, anzi rifulge ora di rinnovata freschezza. E in una serata riuscita come questa, trovano ovviamente spazio anche alcuni pezzi storici a cui i ragazzi di Bergamo sembrano essere davvero emotivamente legati, come la terremotante "In Taberna" e la fiera "FolkStone". Ed è il tripudio dell'essenza folkstoniana, dove ogni componente della band si confonde e si diffonde in una compagine coesa nella quale è sì possibile percepire il lodevole contributo strumentale del singolo ma anche e soprattutto la voglia di andare avanti insieme, uniti, verso la conquista dell'Italia e perché no, chissà, forse anche dell'Europa. Bravi, proprio bravi.

Complimenti ai Folk Stone e alle band che hanno abilmente contribuito a trasformare una fredda (e piovosa) serata promozionale in un vero e proprio momento di decantazione e condivisione fra amici di vecchia data di onesto, semplice, potente ed energico folk metal di montagna dall'elevato contenuto alcolico. E tutto orgogliosamente italiano. Con la I maiuscola. Prosit!


Scheda Redattore Danilo "2112" Vulpio

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