I Lena’s Baedream sono di Parma ed escono nuovamente allo scoperto con l’EP Self Attack And All The Following Facts, un disco che si rifà a sonorità legate alla scena Alternative pur essendo fondato su di un vigoroso rifferama, che attinge talora da certo Nu Metal in stile Engine (spogliato però delle accordature ribassate all’eccesso) ed in altri casi dal Grunge made in Seattle, per una proposta comunque sempre molto trasversale e volutamente disomogenea. Il riff portante dell’ottima opener I Love My Son ricorda qualcosina dei Dream Theater più diretti dell’ultimo corso (anche se privati del loro ipertecnicismo autocelebrativo) mentre con le successive Re-cover Outside e The Parasite si cambiano decisamente le carte in tavola, strizzando l’occhio alla melodia per poi ritrovarsi avvezzi al Crossover ante litteram dei Faith No More di Epic. Ma I Lena’s Baedream mutano nuovamente forma e si inoltrano con disinvoltura verso lidi Emo-Alternative dove le sonorità sofferte ed indecifrabili di certi Smashing Pumpkins si fanno notare nella atipica Ius Primae Noctis il cui cantato, forse volutamente straniante, si addice alla perfezione alle atmosfere “acide” di un brano da apprezzare se non altro per autoindulgenza ed originalità. La successiva Clever porta i nostri verso un ibrido e personale Punk-Garage-Rock al passo coi tempi che ci conduce ad una B-612 dalle atmosfere cangianti, a metà strada tra le melodie easy listening di certo Pop-Rock attualmente in voga e la potenza delle chitarre distorte dalla timbrica azzeccata. Infine la conclusiva Saffocate chiude con un Grunge-Rock spruzzato di elettronica e psichedelia un lavoro dalle molteplici sfaccettature che ci offre una band musicalmente aperta a 360 gradi. Certo una maggiore concentrazione verso la forma canzone ed una più accentuata personalizzazione del sound avrebbero recato non poco vantaggio ad un lavoro già di per sé di buona qualità e confezionato con mezzi moderni ed adeguati. La prova del gruppo si fa apprezzare in diverse occasioni ed ogni strumento si ritaglia il giusto spazio, anche se in alcuni frangenti si avverte una leggera carenza interpretativa ed una certa derivatività nelle soluzioni compositive adottate. Mescolare molti generi (seppur complementari tra loro) è impresa ardua per tutti e forse optare per definire meglio uno solo dei tratti del proprio carattere (Nu Metal?) ridimensionando le sperimentazioni gioverebbe e di molto alle visioni “libere” di questi musicisti, rendendo il loro messaggio meno dispersivo. La band mostra delle evidenti qualità: la attendiamo al varco, ma con delle certezze tra le mani.

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