Quando quattro anni fa uscì “Cantus”, tutti gli addetti ai lavori furono d’accordo nel dire che i Legion Of Darkness avevano sfornato il miglior album di pagan black metal mai partorito da terra italica. E fra questi c’ero anche io, perché “Cantus” è stato veramente un capolavoro, come pochi ce ne sono in giro. Purtroppo però come spesso accade, quel piccolo gioiello non ha avuto una adeguata promozione e quindi troviamo i siciliani di nuovo alle prese con un promo, un estratto di quello che sarà il futuro album dal titolo “Meridies”, composto da tre pezzi, il quale l’ultimo “Ithaca” è una strumentale, acustica. I restanti due pezzi “ Sentenced To Eternity” e “ Song Of War” sono canzoni dalla lunga durata che fanno raggiungere comunque un minutaggio considerevole a questo promo. Ebbene, io aspettavo da molto questo nuovo lavoro del trio siculo, lo aspettavo con ansia e trepidazione, perché ero sicuro che il combo capitanato da Lord Inferos e che fra le sue fila ora vede anche Adranor, mente degli interessantissimi Heruka, al basso e ai Synth, non avrebbe deluso le mie aspettative. Ed infatti il promo in questione supera anche le aspettative più rosee. Non è facile ripetersi dopo un capolavoro, ma i Legion Of Darkness non sono dei musicisti qualunque, sono dei poeti della musica, una band capace di ricreare atmosfere eteree ed epiche come solo i grandi riescono. Nella loro musica si scorgono le influenze degli immensi Ulver di “Bergtatt”, ma io ci sento anche le melodie pagane dei grandi finalndesi October Falls. Le due canzoni vere e proprie che compongono questo promo sono tutte da ascoltare e riascoltare, bisogna lasciarsi rapire dalle suadenti melodie che si intrecciano con le sfuriate tipiche del black metal canonico, dai cori in clean di un Lord Inferos sempre ispirato, così come le chitarre di Flagellum, abile nel trasportare in musica le immagini della propria terra, la Sicilia e della sua storia. A tal proposito alla fine vi è inserito il video di “Ithaca”, un video che bisogna ascoltare e guardare con attenzione. Altro giovamento che la band sicula ha trovato è sicuramente dato dall’affidarsi ad una batteria vera e propria, lasciando da parte il drum programming, che anche se programmato divinamente era l’unico, piccolissimo neo di “Cantus”. Un promo dunque destinato solo agli addetti ai lavori e alle etichette, nella speranza che finalmente qualcuno si accorga dell’enorme potenzialità di questa band. Etichette di un certo spessore non possono farsi sfuggire un album come “Meridies”. Supporto e onore ai Legion Of Darkness.

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