Band nata nel 2001, i Letitia In Holocaust da sempre si sono contraddistinti per il proprio coraggio nello sperimentare e nel sorprendere. Cosa che li aveva portati a farsi notare da una etichetta attenta e capace come la Atmf, label che, da quanto sapevo, avrebbe dovuto promuovere e produrre questo primo full di debutto dei L.I.H., invece, per motivi che non conosco, mi trovo questo “The Tortoise Boat” in versione autoprodotta e qui apro una parentesi. La band nell’info sheet chiede di recensire l’album nei full ufficiali ma non me ne vogliano se “The Tortoise Boat” sarà inserito nei demo, anche se prodotto in maniera professionale, addirittura in formato digi, infatti non me la sento di inserirlo nei lavori ufficiali per il semplice motivo che mancherei di rispetto a band come Firebholg e Eterna Scomunica, anche loro autori di lavori professionali, ma che essendo senza etichetta sono stati inseriti da me nella sezione demo. Chiusa la parentesi, parliamo di questo “The Tortoise Boat”, album di sei canzoni dalla durata di quasi 40 minuti di delirio musicale. E’ impossibile catalogare il genere dei L.I.H., se le strutture possono rimandare al black metal, l’approccio completamente sperimentale del lavoro sicuramente non sarà digerito da chi mastica black metal. L’assenza della distorsione delle chitarre è la cosa che subito salta all’orecchio e vi assicuro che ascoltare l’intero album è davvero difficoltoso. La drum machine, poi, rende ancora più asettico il lavoro dei nostri e a volte si ha la sensazione di sentire un agglomerato di rumori e suoni messi a casaccio, pure a causa di una produzione e di un missaggio veramente approssimativo. Certo va premiato il coraggio, ma sinceramente penso che questa volta i L.I.H. abbiano fatto il passo più lungo della gamba. Va bene sperimentare ma a volte il troppo storpia. “ The Tortoise Boat” è un album che se da un lato è davvero originale e personale dall’altro lascia parecchi dubbi a causa di una mancanza totale di amalgama fra i suoni e le idee. Purtroppo mi spiace per loro, ma a mio avviso quest’album è un buco nell’acqua, ma forse chissà se fra 10 anni questo “The Tortoise Boat” verrà idolatrato come un lavoro che ha aperto nuove porte. Lo spero per loro.

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