Mi fa piacere notare gruppi che esprimono al massimo le loro potenzialità, incuranti di essere all’esordio discografico demo o full-lenght che sia. E’ il caso dei Laeta Mors che si presentano con quest’entusiasmante promo “Perpetual Decay 233”. Formatisi a Milano un anno fa per volere di Massimo Graglia, Luca Vertemati e Diego Danelli, i Laeta Mors propongono un Black metal ultra violento arricchito da passaggi thrash metal di chiara scuola anni 80. Neppure il tempo di iniziare che subito si da via al massacro, un massacro che si protrae per tutta la durata del disco, dall’iniziale “Land Of Suffering”, passando per la breve e malvagia “Unnatural Regression” fino ad arrivare alle conclusive “Murder” ed “Eternal Death”, queste ultime, le canzoni più thrash del lotto che ricordano molto gli Aura Noir ed i nostrani Death Dies dell’ultimo album. Buoni gli inserimenti di tastiera che rendono ancora più oscuro e malvagio il contesto musicale come lo dimostra la title track, a dire il vero l’unico pezzo dove il trio ci concede un attimo di respiro; come si dice: ”Al posto giusto nel momento giusto”.Da segnalare infine “Lighthouse Keeper”, cover degli svedesi Raise Hell, una delle band più sottovalutate della scena metal mondiale, altro punto di riferimento, insieme ai sopra citati Aura Noir, della musica dei Laeta Mors (ed anche uno dei miei gruppi preferiti). Unici punti deboli da segnalare: la voce di Massimo un po’ troppo monotona per i miei gusti, e l’utilizzo della drum machine, quest’ultima da essere considerata come opinione personale dato che mi son sempre dichiarato contrario all’uso di tale strumento, almeno quando si tratta di suonare Black-Thrash. Errori che sapranno correggere in futuro e che comunque non cambiano il mio giudizio senz’altro positivo nei loro confronti. Da avere!!!!

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