I Lacuna Coil tornano con Comalies, il loro terzo full-length.
La band non ha bisogno di dimostrare assolutamente niente a nessuno; che sia un punto di riferimento per gli amanti del genere ci è ben chiaro, grazie all’enorme successo riscosso con i precedenti lavori, in tutta Europa, e soprattutto in Germania, che li ha portati a fare da spalla ad alcuni dei nomi più illustri del metal nei tour dello scorso anno.
Li avevamo già ritrovati all’inizio di quest’anno in tuor negli states di spalla ai Moonspell. Oggi, in quello che potrebbe essere un punto di svolta della loro carriera, i nostri, pur senza rivoluzionare quelle che sono le proprie caratteristiche di band dedita al rock duro ed oscuro, si rimettono in discussione con questo nuovo lavoro, inserendo qua e là sfumature stilistiche che tendono a completare il sound della band che peraltro, a mio avviso, è stato continuamente soggetto ad evoluzioni stilistiche e strumentali nel corso degli anni.
Il tipico sound della band ancora chiaramente riconoscibile nell’opener “Swamped” e nella successiva “Heaven’s a Lie”, pian piano lascia il passo alla sperimentazione ed all’innovazione.
A parer mio già dai primi ascolti è chiaro che questo è l’album più maturo della band. Il sound, corposo e ricco di sfumature, riflette esattamente l’animo del gruppo.
Le parti più tirate si alternano a quelle più atmosferiche ed emozionali che sembrano però rappresentare la parte più consistente del disco.
Le atmosfere sono quelle tipiche della band, dense di oscurità e malinconia, ma ormai definire la band “gothic” è certamente riduttivo! Le ritmiche sono varie ed il disco scorre nel lettore che è una meraviglia.
Al contrario di quanto accade dal vivo, dove la band tira fuori tutto l’animo metal e l’impatto sonoro è decisamente heavy, in studio pare preferisca dare maggiore risalto alle ricercatezze stilistiche, agli inserti elettronici ed ovviamente alle superbe voci di Andrea e Cristina che si sono superati per questa terza gemma della band.
Cristina la fa da padrona nelle parti più lente ed introspettive, arrivando a fondere la sua voce col tappeto sonoro della musica degli altri ragazzi; canzoni come la titletrack, “The Ghost Woman and the Haunter” o la sperimentale “Aeon” fanno veramente accaponare la pelle.
Ad Andrea invece, l’altra faccia della medaglia, le parti più ritmate ed aggressive. Pezzi come “Tight Rope”, “The Profet Said” ed “Angel’s Punishment” mettono in luce alla perfezione la doppia faccia della band!

Comalies ci mostra quindi una band in piena evoluzione, pronta a cogliere le influenze del mondo esterno ed a tradurle in musica che, a modo proprio, canta il disagio dei nostri giorni, di questa umanità che ormai pare ci stia stretta sulla terra.
Una band che cresce, sia d’età, che musicalmete parlando. Una band di ragazzi italiani che farà parlare molto e bene, di se, e di questo suo gioiello… all around the world!

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