Intervista particolare, quella al fonico Alessandro Bufalini, che collabora con band del calibro di Labyrinth, Death SS, Vision Divine, Sound Storm e altre ancora.

Ciao Alessandro! Benvenuto su www.heavy-metal.it!
Oggi abbiamo piacere di fare una chiacchierata con te. La recente esperienza con Sound Storm ed Haggard mi ha fatto riflettere sull’importanza e sul ruolo che un fonico può avere durante un tour. Quindi… a ruota libera: facci l’identikit di Alessandro Bufalini, storia, formazione ed evoluzione.
Ciao e grazie per l’interesse etc… Ho iniziato suonando le tastiere ai tempi del liceo nei primissimi anni ’80, dando sempre piu’ importanza all’aspetto tecnologico piuttosto che alla tecnica esecutiva e lo studio dello strumento. Il che mi ha portato ad allargare la cultura tecnica anche agli apparati di registrazione, mixaggio ed amplificazione, anche perché non era/e’ difficile capire che il suono e tutta la tua bravura diventano inefficienti se l’impianto ed i tecnici che ci lavorano non ti rendono giustizia nel proporre il tuo prodotto a chi è venuto al tuo concerto. Ho poi aperto un negozio di strumenti musicali ed amplificazione a Pisa, dove vivo, il Dr. Sound divenuto poi un Service Audio, Luci e video.

Fonico? E poi? Qualche altra competenza?
Sempre per interesse, non solo di “vendita”, ma per avidità personale di informazioni ho iniziato a lavorare con le luci, le console e la tecnologia video, sempre naturalmente applicata all’uso nelle performance live.

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Vita on the road. Insieme alla band o ad eventuali portavoce, il fonico è uno di quelli che si interfaccia sin da subito con gli addetti ai lavori ed il personale del locale. Oltre ad avere competenze a livello professionale, deve quindi essere una persona con spiccata propensione alla comunicazione. Hai qualche aneddoto da raccontarci? Qualche episodio che ti è rimasto impresso?
Hai ragione! In tour, ma anche quando con la mia ditta “ospito” una band su un palco, l’atteggiamento al primo contatto condiziona tutto il resto della giornata. Troppo spesso a causa del budget ci si trova a metter “i paletti” ad una produzione, e a dover trovare la soluzione più economica per accontentare l’artista ed il promoter che a fine serata (non sempre) ti paga. A volte e’ un aspetto divertente e stimolante, ma le più volte e’ stressante e frustrante. Ma la componente empatica e’ sempre importante da affiancare a professionalità ed esperienza. Aneddoti ce ne sarebbero per scrivere una saga tipo Harry Potter, di vita vissuta e di racconti ad di amici e colleghi. Ci sono un sacco di tormentoni che si ripetono ciclicamente ai quali alcune t-shirt rispondono con la dovuta ironia (tipo non sono il dj, si, so esattamente cosa fanno tutti questi bottoni, il nastro non te lo presto etc etc.)

Qual’è il tuo metodo di lavoro?
Parto sempre da presupposto, a volte anche sbagliando, che si deve tirar fuori il meglio dalla situazione in cui ci si trova; ed a volte, credimi, ci si trova in posti con strumentazione assolutamente inadeguata alle esigenze, alle richieste tecniche e quindi alle aspettative. Per mille motivi quindi cerco di non fare il fighetto con mille richiestine e fisime e inizio il mio lavoro. Chiedo sempre una forte collaborazione con l’artista a livello di disponibilità ed organizzazione. Le star stanno sui coglioni a tutti specialmente durante il soundcheck.

Immagino tu sia chiamato dietro al mixer in svariati tipi di evento: dalla data singola, al tour, alla comparsa nel contesto di un festival. Quali sono le differenze di approccio e quelle operative da una situazione all’altra? Avere un buon carattere fa la differenza?
Come dicevamo sopra, si. A volte essere troppo disponibile ti mette in difficoltà; dire troppi no crea un ambiente astioso… Non e’ facile. Per carattere la butto sempre sul ridere e sullo scherzo: in questo modo riesco spesso a far capire, con una battuta sarcastica, quello che detto seriamente potrebbe sembrare un affronto…

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Cosa vedi da dietro il mixer? Immagino che in tutti questi anni tu non ti sia limitato solo a girare i pirulini (se si può dire in modo più corretto correggimi pure!!!!), ma che tu sia diventato, indirettamente, un acuto osservatore.
Diciamo pure “I pìppoli” (come si dice in toscano…) da cui spippolare… :) L’osservazione ti permette sempre di capire quello che sta succedendo, le dinamiche personali e tecniche, ed arrivare al punto i maniera piu’ efficace. Questo anche nella vita, no?!?!

Come si articola la tua “giornata tipo”?
In tour arrivi alla location (facciamo un po i fighi, dai…), ti presenti e cerchi di conoscere piu’ persone indigene possibile, i vari reparti, ed apri il luogo alla band che aspetta le direttive: camerini , catering d’accoglienza, orari… Poi personalmente vado a fraternizzare coi tecnici. Solitamente hai un po di tempo a disposizione prima del Load-in e conseguente sound check. Se posso mi trascino dietro qualche musicista e mi visito i dintorni dellla venue (rifacciamo i fighetti): sei in giro per il mondo, guardatelo ‘sto mondo!!. Ritorno puntuale e organizzazione del lavoro. Concerto e via sul tour bus o mezzo che ti ha portato fin li… Quando lavoro con la ditta, son quello che aspetta l’artista sul palco, quindi al suo arrivo verifico le richieste che mi erano arrivate in precedenza e per cui mi sono organizzato con attrezzature e personale. Teatrino: solitamente le richieste inviate al promoter e quindi al service dall’agenzia dell’artista sono SBAGLIATE. Tour precedente, formazione cambiata, variazioni mai trascritte… Quindi, prima delle date prendo sempre contatti con le venue per verificare che abbiano le informazioni corrette sull’artista, ed eventualmente troviamo le soluzioni per tempo. Consiglio a tutti di verificare quello che la simpatica segretaria dell’agenzia invia ai locali, venue etc. Le poveretta non ha la piu’ pallida idea di quel che sta inviando, quindi se c’e’ il nome dell’artista andrà bene di sicuro…. E te ti ritrovi sul palco con una sezione fiati di cui non sapevi l’esistenza e un organo hammond che quest’anno non serve più…

<Cosa chiederesti a Santa Claus per il Natale 2014?
…che in un “mondo migliore” mi piacerebbe lavorare con musicisti ed artisti in genere più’ professionali, che sanno che quello che fanno passa attraverso mani ed apparecchi che non funzionano per magia ne vanno necessariamente meglio perché’ più’ costosi o fatti trent’anni fa, o tanto meno perché hanno le valvole…. Un mondo dove la pre-produzione di un live ed il soundcheck sono più’ importanti di un backdrop e “il mio suono della sala prove”. Dove tanti miei colleghi pensassero al suono e al feeling che arriva all’audience e non che tutto deve essere tecnicamente perfetto per essere bello.

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Soprannomi?
Di soprannomi ne ho uno, che è Bufalo. Per un po e’ stato Dr.Sound, per via del negozio ed il service in seguito…

Con chi collabora Alessandro Bufalini? Giusto pe’ capì…
Death SS, Vision Divine, Labyrinth, Sadist, Triosphere e Divided Multitude; Matteo Becucci, Cristiano Militello, Massimo Ceccherini, Morgan come luciaio. E con un paio di Illusionisti, come Gaetano Triggiano e Antonio Casanova, seguendo anche tutta la parte video e di programmazione.

…ed io aggiungerei di fare una visitina al sito internet di Alessandro:
www.alessandrobufalini.it

Grazie e… alla prossima!!!

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