Buon esordio quello degli L.R.S., acronimo dietro al quale si nascondono le iniziali dei musicisti coinvolti in questo progetto AOR: il cantante Tommy La Verdi (21 Guns), il chitarrista Josh Ramos (The Storm, Hardline) e il batterista Michael Shotton (Von Groove, Airtime). Nell’album figura anche l’onnipresente Alessandro Del Vecchio, alla produzione, alle tastiere, all’hammond e ai cori.
In questo disco troviamo tutti gli ingredienti base del genere: non mancano infatti brani frizzanti e melodici come l’opener Our Love To Stay o come la zuccherosa Never Surrender, col suo intro di tastiere tipicamente ottantiano. Il resto dei pezzi viaggia invece su coordinate più lente e introspettive: ne sono la prova la lenta Universal Cry o la dolce Almost Over You. Ricca di pathos e molto emozionante, la conclusiva Not One Way To Give, con voce e chitarra che si fondono in un magico coro.
Il disco, formalmente perfetto, ci riporta indietro ai mitici anni ’80, con le atmosfere tipiche dell’AOR di quel periodo. Melodie zuccherose, cori bombastici, suoni curati nei minimi dettagli e ottima performance dei musicisti. Tuttavia questo “Down To The Core” non aggiunge nulla a quanto già fatto in passato, mancando quel quid in più in grado di elevarlo dall’enorme massa di uscite che affollano il panorama discografico.
Certo se siete degli AOR-maniacs irreversibili, difficilmente potrete ignorare il debutto di questo nuovo progetto.

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