Ci siamo. Il 2009 vede il ritorno, dopo 11 anni, dei Kiss in studio per dare la luce al presente “Sonic Boom”. L’attesa era tanta, spasmodica per tutti i fan del Bacio più famoso della Terra e, dopo i non pochi passaggi a vuoto del precedente “Psycho Circus”, era ora di tirar fuori qualcosa di veramente valido. Anche se i parti solisti dei due leader Paul Stanley e Gene Simmons avevano cercato (più o meno riuscendoci) di portare un vento di modernità in casa Kiss, il nuovo album guarda rigorosamente al passato. Sin dalla copertina, infatti, il paragone più marcato è quello con “Rock And Roll Over” ed i suoni appaiono, nonostante l’opera di attualizzazione, marcatamente retrò. Inoltre i pezzi hanno strutture molto simili ai grandi, vecchi classici del gruppo (“Stand” ha uno stacco centrale che ricorda molto da vicino “God Gave Rock And Roll To You II”). Ma la domanda più ovvia è: le canzoni, gli inni, ci sono? La risposta è si. Pezzi come “Modern Day Delilah” e “Never Enough” sono nati per essere suonati dal vivo e c’è da scommettere che la band punterà dritta su quelli nei prossimi concerti.
La band è carica, si sente che il groove è quello giusto ed anche gli ultimi acquisti fanno la loro notevole figura di fianco a leggende come Stanley e Simmons, tanto che fanno tutti i cori e si posizionano dietro al microfono per un pezzo a testa, rispettivamente “When Lightning Strikes” cantata da Thayer ed “All For The Glory”, cantata da Singer. Entrambi forniscono una performance da urlo, ma chi ne esce veramente vincitore è Paul Stanley. È lui, infatti, il vero mattatore da diversi anni a questa parte a discapito di un Gene Simmons che non va oltre la sufficienza, sia a livello di prestazione che di songwriting (i pezzi che ha scritto lui sono difatti i più scialbi del lotto).
Insomma, un ritorno del classico stile che ha reso noti i quattro, come tutti se li aspettano e senza troppe novità, con musiche e testi ispirati direttamente dal glorioso passato dei Kiss stessi, vale a dire con una sola parola d’ordine: divertimento. Come dicevamo prima, però, qualche ombra c’è ed è dettata soprattutto dagli anni che passano per i due leader con Stanley ridicolo negli acuti e Simmons senza più nulla di decente da dire. Ma all’entità Kiss si può perdonare questo ed altro, anche un album registrato col pilota automatico.
Un’ulteriore precisazione è che il disco esce in due formati: cd jewel-case ed un ricco digipack contenente, oltre all’intero Sonic Boom, un cd con 15 brani ri-registrati dalla nuova formazione (si tratta di una compilation già uscita in Giappone, ma inedita dalle nostre parti) ed un bonus dvd con 6 brani eseguiti dal vivo in quel di Buenos Aires durante l’Alive35 Tour.
Il consiglio è quello di acquistare questo lavoro se si è fan della band o semplicemente curiosi di sapere cos’è in grado di fare il quartetto nel 2009, ma se vi aspettate un capolavoro rimarrete parzialmente delusi, visto che di questo, purtroppo, non si tratta.

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