“Monster”, il nuovo album dei KISS. Ammetto senza problemi quanto sia difficile per me parlare di questo disco.
Da una parte il nome KISS, importantissimo nella storia del rock/metal. Il fatto che la band abbia pubblicato circa una ventina di studio album. Dall’altra le canzoni di questo “Monster”…
Veniamo subito al sodo. In questo disco non c’è niente di particolarmente sbagliato, mal suonato, mal prodotto. Il fatto è che le canzoni di “Monster”, almeno per chi scrive, si susseguono una dietro l’altra senza particolari sussulti.
Già dall’opener Hell Or Hallelujah (uno dei pezzi migliori del lotto) si evince quanto detto. Un brano rock, energico quanto basta, ma che scivola via senza lasciare il segno. È proprio questo il punto, quello che manca a “Monster”: una manciata di brani vincenti, che oltre allo scontato, alla sufficienza, aggiungano qualcosa di più, qualcosa che li faccia ricordare anche tra qualche anno (o forse dovrei dire tra qualche mese?).
Freak non è male, con un buon groove, un buon coro che mette in risalto sia la melodia che la ruvidità del rock. Il resto del disco si mantiene su un livello sufficiente ma fin troppo omogeneo tanto da annoiare l’ascoltatore. D’altro canto non è che si possa pretendere dai KISS chissà quali innovazioni, sarebbe anche sbagliato crederci o solo pensarci. Ma qualche brano sopra la media però lo pretendo eccome! Qualche pezzo che si faccia ricordare per un coro particolarmente indovinato, per una melodia “ruffiana”… Purtroppo, almeno per il sottoscritto, non c’è niente di tutto questo in “Monster”. C’è tanto mestiere, sicuramente. C’è la bravura dei musicisti, che si esprimono comunque al meglio. Sarò incontentabile, ma queste cose per me sono scontate e questo tipo di musica l’ho sentita molte volte in passato e anche meglio.
Alla fine questo album rimane l’ennesima buona occasione per portare il carrozzone KISS in giro per il mondo ad incendiare le arene di tutto il globo. Per il resto, “Monster” è un disco per gli irriducibili, per in fans che vogliono avere tutto del Bacio. Per quel che mi riguarda, preferisco saltare il giro questa volta.

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