Budapest, diciottesimo secolo. Durante la notte di Natale, “The Unfortunate man” assiste suo malgrado ad uno show di marionette e successivamente conosce la misteriosa Victoria e se ne innamora.. sembra essere una tranquilla e normale storia ma durante il suo sviluppo il racconto prende dei risvolti non tanto piacevoli e allegri.
Inizia così la nuova opera musicale di King Diamond che riesce, a mio parere, a superare lo strabiliante “Abigail II” ultimo disco solista del malvagio Re. Ogni regola di censura, come affermato dallo stesso cantante danese in una recente intervista, è stata gettata al vento mentre erano composti i testi di questo nuovo e agghiacciante “The Puppet Master”.
Basta solo il brevissimo intro “Midnight”, che ci conduce all’interno del concept, per farci accapponare la pelle, la voce del Re è malvagia, capace di incutere timore in ogni singola nota.
“Let the Show Begin”… il sipario si apre ed esplode la title track: musicalmente quello che King Diamond ci propone è sempre la classica miscela esplosiva di riff granitici e veloci, assoli ben suonati e congeniati per opera dell’ormai inseparabile compagno d’avventura Andy LaRocque. Il particolare utilizzo della voce che King Diamond fa nei suoi dischi, riesce a creare atmosfere che hanno del surreale, conferendo ai personaggi di questo lugubre concept una propria e personale vitalità!
Le parti di tastiera, che danno inizio a “Blue Eyes” sembrano simulare le litanie e le “danze” delle marionette, facendo venire la pelle d’oca mentre gli innesti di voce femminile che si trovano all’interno del brano materializzano davanti ai nostri occhi la splendida Victoria. “Magic” è, a mio parere, la canzone più riuscita dell’intero album, con una doppia cassa che ne fa da sfondo in gran parte della sua durata, e cambi di tempo che si susseguono nel giro di pochi attimi! Andy non si risparmia e ci regala assoli di gran melodia che ben si sposano con il resto della musica impregnata di malvagità.
Incredibile “No more me” strutturata in maniera tale da incutere angoscia durante tutta la sua durata: sembra di trovarsi sul serio al cospetto del Re Diamante all’interno del suo teatro e di essere in balia delle forze del male. In tutta la sua durata il cd non perde assolutamente di potenza, pezzi come “The Ritual”, e “Blood to Walk” sono delle autentiche cannonate, con inserti tipicamente thrash che strizzano l’occhio ai mostri sacri del genere.
Non c’è un attimo di tregua, i brani si susseguono incalzanti uno dopo l’altro ed è soltanto con la tristissima “So Sad” che possiamo tirare un attimo di respiro per lasciarci trasportare sulle sognanti (ma chissà per quanto) note di questa canzone; King duetta con il personaggio di Victoria, e se chiudiamo gli occhi sembra di vederlo muoversi all’interno di questo suo palcoscenico!
Il cd si conclude in maniera strepitosa con la velocissima “Living dead” dove la doppia cassa n’è totalmente padrona e LaRocque si cimenta in funambolici assoli di chitarra!

Prodotto dagli stessi King ad Andy questo disco ha dei suoni praticamente perfetti, ogni singola nota si percepisce in maniera ottimale, in particolare gli assoli di chitarra sono stati registrati in modo impeccabile.
Come se non bastasse l’edizione limitata del cd contiene un dvd bonus all’interno del quale lo stesso Re Diamante, con tanto di trucco, ci racconta per filo e per segno l’intera storia di questa sua nuova e terrificante opera!
Che dire in più, ad ogni uscita King Diamond ci ha abituati a qualcosa di strabiliante, ogni disco è sempre migliore del suo predecessore e mai una volta il buon Re ci ha delusi… forse che abbia sul serio stretto un patto con il Diavolo?

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