Cari lettori di Heavy-Metal.it, sono pronto, dopo una faticosa giornata di lavoro, a scambiare quattro chiacchiere con Mike D‘Antonio, uno dei membri fondatori dei Killswitch Engage, durante la tappa italiana del loro tour.

Prima di tutto grazie del tempo che avete deciso di concederci, dato che sia per te che per il resto dei ragazzi del gruppo questo è un giorno interminabile. So che il nome del gruppo deriva da un episodio di X-Files. Ma volevo sapere quando esattamente avete deciso di chiamare in questo modo la band.
Posso dire che abbiamo cominciato a ragionare sul nome da dare alla band sin dai nostri primi show, in quanto stavamo cercando un nome che fosse diretto, potente ed esprimesse tutta la nostra rabbia e voglia di suonare.

La vostra band è il risultato di un letale mix di membri di altre band. Vorrei chiederti cosa è confluito nei Killswitch delle vostre esperienze precedenti.
Inizialmente nella band, oltre a suonare e comporre i testi delle canzoni, mi occupavo della preparazione degli show e dell’artwork degli album e del merchandising della band. Ero anche colui che portava, nel vero senso della parola, la band in giro durante i tour. Ero una specie di factotum. Dopo che mi ero letteralmente rotto di fare tutto questo, ho cercato di trovare dei partners con cui potessi dividere il lavoro. Ed allora ho trovato gli altri membri con cui ho dato vita alla band. Anche se mi è dispiaciuto quando abbiamo dovuto affrontare i cambi di line-up.

Parlando dei precedenti membri della band, come sono i rapporti con loro?
I nostri rapporti con i precedenti membri della band sono rimasti invariati. Ultimamente ci sentiamo di meno ed abbiamo perso un po’ i contatti, ma nessuno può dire che in seguito non ci si possa ritrovare per fare qualcos’altro assieme.

Come un nasce un vostro pezzo? Intendo dire, qual’è il metodo che preferite quando componete?
Quando componiamo ognuno di noi si rintana letteralmente per cercare dei riff e registrarli sul proprio computer. Poi ogni fine settimana ci si ritrova e si propongono agli altri tutte le idee che si sono abbozzate e si sviluppa il tutto. I nostri pezzi sono come un puzzle che viene composto dalle varie tessere che altro non sono che i vari demo che ognuno di noi produce e propone agli altri.

Chi ha avuto l’idea di intitolare l’album As Daylight Dies?
Sono stato io. Ho preso spunto dal titolo della canzone “Daylight Dies”, una delle canzoni più intense che compongono l’album.

Hai anche scelto “My Curse” come primo singolo?
No. È stata la Roadrunner a decidere il primo singolo. Dato che stiamo registrando dei video per i nostri singoli, l’etichetta ha deciso di anticipare, prima negli States e poi nel resto del mondo, il nostro album con questo singolo.

Avete composto una canzone anche per CM Punk, una delle star della ECW. Cosa ha rappresentato per voi una simile collaborazione?
Ci hanno avvertito che la WWE stava cercando dei brani per la colonna sonora di un album promozionale. Inizialmente il nostro brano doveva essere la entry music di Randhy Orton. Avevamo spedito un nostro demo ma non era piaciuto a nessuno. Dopo averlo corretto e modificato ben tre volte siamo riusciti a farlo accettare. Dato che a nessuno dei fans di Orton piaceva quella entry music, l’hanno usata per lo show Judgement Day e poi hanno deciso di utilizzarla per le esibizioni di CM Punk. In quel momento non riuscivamo a crederci, avevamo appena realizzato un nostro sogno, dato che siamo degli accaniti fan del wrestling.

Una delle vostre canzoni è stata inserita nella colonna sonora del film Freddy Vs. Jason. Anche questa mi pare possa essere una grossa soddisfazione dato che, a mio modesto parere, non c’era un momento migliore per inserire un pezzo come quello se non nella scena del duello finale.
Anche se è incredibile posso giurare che quel pezzo l’abbiamo composto senza neanche lontanamente sapere in quale punto del film sarebbe stato inserito. Quando ci hanno chiesto di scrivere un pezzo per quella colonna sonora, ci è uscito così, senza alcuna fatica e senza alcuna manomissione esterna.

Quali sono i brani che ami eseguire dal vivo e quelli che ti risultano più ostici?
Devo dire che non c’è un pezzo che amo eseguire dal vivo, dato che il pubblico canta a squarciagola ogni nostro pezzo. A volte ci chiediamo se sia necessario che cantiamo noi, dato che il pubblico conosce a memoria ogni singola parola del testo. E lo stesso dicasi per i pezzi più ostici: nessun pezzo è difficile da eseguire; dipende da come stai quando sei sul palco: se ti senti bene con te stesso tutto riesce semplice, altrimenti diventa tutto insopportabile e duro.

Se dovessi fare un bilancio della tua carriera, quali sarebbero i momenti più belli ed, eventualmente, quelli meno felici?
Il momento più terribile è stato formare la band e sperare che ci chiamassero per qualche show. I momenti più alti sono stati quando abbiamo suonato l’anno scorso al Download Festival di fronte a 100.000 persone, seguito dal concerto sold-out alla Brixton Academy; senza dimenticare la memorabile esibizione all’Ozzfest, una vera manna dal cielo.

Se dovessi tracciare una tua line-up ideale, chi sceglieresti?
Se potessi scegliere dei gruppi con cui vorrei suonare direi sicuramente i Crowbar, In Flames, Soilwork, Misfits ed il divino Jimi Hendrix.

Parlando del nuovo album, ascoltando alcune canzoni mi sono fatto una mia personale idea del vostro stile: Voi siete una delle poche band che, pur ispirandosi allo stile dei mitici Down, riesce ad inserire tanti stili musicali differenti senza però copiare nessuno dei grandi gruppi.
Mi fa veramente piacere che tu pensi questo del nostro stile. Sentirsi dire questo per noi è un’iniezione di fiducia per continuare a migliorarci ed a ricercare sempre più un nostro stile.

Ok. Vuoi fare un saluto agli amici di Heavy-Metal.it per concludere questa bella chiacchierata?
Con vero piacere. Vi ringrazio tutti per il continuo supporto che ci date. Senza di voi non saremmo nessuno.

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