Pubblicato nel 2007
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Provengono dalla Finlandia, suonano melodic death e, in fase di presentazione, sono accostati, con fiumi di generosità, agli Scar Symmetry. Un paragone forte e lusinghiero, date le lodi raccolte con soli due dischi dalla band di Jonas Kjellgren, ma alquanto inappropriato ed eccessivamente gonfiato per quanto concerne la proposta offerta dai Kill The Romance. L’esordiente quintetto eredita, infatti, dai più celebri colleghi la sola caratteristica di suonare un certo tipo di death metal alternando frangenti aggressivi a ritornelli melodici. Il problema fondamentale dello scialbo ‘Take Another Life’ è tutto qui. Un songwriting semplice ed accessibile ma, al contempo, afflitto da una disarmante sistematicità che rende i brani prevedibili e ripetitivi. Le strutture dei pezzi sono regolari al limite dello spasmodico con strofe talmente basiche da apparire difficilmente distinguibili. Mai un sussulto, mai una variazione dal più stereotipato death svedese che provi ad offrire qualcosa di diverso nel tentativo di dare un senso all’opera. Leggermente meglio, invece, il discorso riguardante refrain ed i ritornelli melodici. Nonostante la periodicità fissa e scontata con cui vengono richiamati, costituiscono la vera anima del disco che riesce a tirare per i capelli una situazione altrimenti disastrosa. Il singer Ville Hovi, infatti, approssimativo a monotono in un growl aggressivo e nient’altro, mostra di sapersi ben destreggiare in ritornelli ben concepiti come quelli di brani come le prime “Prey” ed “I’m Alive”. Non è un caso che, con l’avanzare della tracklist ed una minore cura dedicata all’aspetto più melodico delle composizioni, la persuasività di un disco fino ad allora sufficiente viene miseramente a calare. Colpa forse di un minutaggio troppo elevato, forse di un bacino di idee ancora acerbo e, in ogni caso, scarso per coprire con abbondanza tutti gli undici brani. Un quadro tentennante in cui qualche spiraglio emerge, ancora isolato ed ancora troppo sporadico per fare degli sforzi dei Kill The Romance qualcosa di notevole e consigliabile.

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