Ammetto che non sono mai stato un grande fan degli Angra, ma, nonostante questo, ho sempre apprezzato il lavoro del bravissimo Kiko Loureiro, uno dei pochi artisti che mi hanno colpito per l’incredibile velocità di esecuzione accomunata ad un grande senso per la melodia.
Da segnalare la presenza, che si fa certamente notare, del grande Mike Terrana, uno che con i guitar heroes sembra avere davvero un ottimo feeling viste le sue numerose collaborazioni nel passato con Malmsteen o MacAlpine, tanto per citarne alcuni.
L’album inizia subito alla grande con due vere perle, ovvero l’opener “Enfermo” ed “Endagered Species”, dove su un ottima base quasi esclusivamente di stampo power si scatena il genio creativo del chitarrista brasiliano che, come gia’ spiegato all’inizio di questa recensione, non vuole mettere in mostra le sue potenti capacità virtuosistiche, ma anche la sua capacita’ di creare linee melodiche trascinanti che non fanno scadere nella noia l’ascolto dell’intero lavoro (cosa molto facile in questo genere).
Ma i ritmi non sono sempre serrati, e basta citare la poesia della title track, una ballad in cui il chitarrista brasiliano ci delizia con bellissimi passaggi melodici, oppure le malinconiche “Tapping Into My Dark Tranquility” e “Beautiful Language”, dove le chitarre elettriche lasciano il campo alle acustiche, in composizioni per niente banali che richiamano fortemente le influenze musicali della sua terra d’origine.

Un album davvero splendido, che sicuramente dona una ventata di freschezza alla scena dei guitar heroes ultimamente inflazionata da gente che plettra a velocità metronomiche assurde dimenticando a volte che alla fine quello che davvero conta e’ la musica. Non fatevi scappare questo gioiello, sicuramente uno dei miei top album dell’anno.

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