Un debutto dal sapore di vera sorpresa introduce gli italianissimi Keenants sulle scene facendo ben sperare per il futuro. Attitudine, indiscutibili qualità ed originalità in un crossover sempre di grandissimo livello. Per saperne di più abbiamo contattato Marco Russo, batterista della band. Ecco il resoconto delle parole del drummer ai nostri microfoni.

Ciao! Complimenti per “Let’s Start From The Beginning” e benvenuti su H-M.it!
Grazie mille per i complimenti e per il tempo che ci dedicate.

Come procede la promozione del disco?
Stiamo cercando di fare un lavoro a lungo termine in collaborazione con la Alkemist di Carlo Bellotti, ma il budget è ridotto e quindi i tempi si dilatano; purtroppo c’è qualche problema per la distribuzione in Italia e quindi anche la promozione si è orientata molto su Germania e Inghilterra.

Essendo al vostro debutto discografico, vi va di presentarvi ai lettori che non hanno avuto il piacere di conoscervi?
Certo! Noi siamo un gruppo relativamente giovane ( la formazione completa è del 2003) anche se siamo tutti vecchie facce della scena metal fiorentina (Garant, Soul Grind, Tiat5, gf93…) e le nostre origini ce le portiamo dietro.

Siete autori di un prodotto davvero dinamico, molteplicemente influenzato ma comunque vario e personale. Quali pensi siano i punti salienti della vostra proposta? Cosa pensi vi riesca a differenziare dagli altri gruppi del genere?
Cerchiamo di improntare la nostra musica sull’impatto sonoro e sul groove, ci piace vedere la gente saltare e pogare sotto il palco. La pasta è comunque metal che cerchiamo di contaminare e rielaborare in modo personale, ci piace molto anche la melodia e l’approccio “live”. Insomma una bella insalata di potenza e sentimento!

Nei vostri pezzi domina un buonissimo equilibrio tra impatto e delle melodie, non ruffiane, ma accattivanti. Quanto contano l’uno e l’altro elemento in fase di songwriting?
In realtà quando nascono i pezzi hanno un’attitudine molto più dura, anche vocalmente, poi in studio ci facciamo prendere la mano dalle melodie sia di voce che di chitarra. Diciamo che sono due diversi momenti compositivi e ci piacciono entrambi, ma non consideriamo finito un pezzo finche non diciamo tutti “Cazzo raga questa è la canzone più bella che abbiamo fatto fino ad ora!!”; o almeno questa è stata la formula fino ad ora.

Sulla cover del disco è ritratta una classica scena da obitorio; puoi spiegare l’antitesi con un titolo che parla di un concetto semanticamente distante dalla morte come “The Beginning”? Ci sono relazioni col contesto lirico del disco?
La morte è sempre un inizio, specialmente per chi resta. Comunque abbiamo cercato un’immagine forte per rappresentare la scena discografica e musicale attuale, il nostro messaggio è quello di ricominciare e ricominciare dal riportare la musica alla gente, e questo compare spesso nei nostri testi.

Com’è nata la collaborazione con l’inglese Copro Records? Siete soddisfatti del lavoro della label?
Ancora è presto per tirare conclusioni, preferiamo aspettare per giudicare.

Oltre ai brani, anche produzione e cura dei particolari sembrano davvero accurati. A distanza di tempo, c’è qualcosa che migliorereste nel vostro prodotto?
Questo disco ha una storia molto lunga, ci sono brani che addirittura risalgono al 2002 e ci sono tanti momenti compositivi diversi. E’ stato anche registrato e mixato in momenti diversi, diciamo che rappresenta il nostro percorso dalle origini ad oggi. In questo senso lo amiamo, di sicuro lo rifaremmo da capo, ma preferiamo guardare avanti..

Cosa ne pensi delle prese di posizione verso il crossover e la nuova esplosione metalcore? Esagerazione o collasso ingiustificato del genere? Converrai che, anche in Italia, le idee scarseggiano e le band germogliano in maniera esponenziale.
In realtà secondo noi è inutile parlare di crossover, questo è solo metal che si è naturalmente evoluto ( o involuto, dipende dai punti di vista…). Purtroppo molte giovani band trascurano particolari compositivi importanti che possono portare ad un impoverimento della musica, ma dall’altro lato ne facilitano la comprensione, insomma ci vuole un buon bilanciamento e non è facile trovarlo, ma questo c’era anche prima. In Italia ci mancano i punti di riferimento sia dei produttori e degli studi che di band e ci tocca guardare al resto del mondo, solo che qui le cose funzionano in un altro modo.

Qualche curiosità, ci sono delle bands con cui sogneresti di convivere il palco?
Un’infinità, dai Soulfly ai Metallica, credo che sarebbe una scuola impagabile ( vecchia scuola).

A giudicare dal disco i vostri gusti sembrano alquanto variegati; investono anche metal estremo? Se sì, quali sono i gruppi che ammirate e rispettate e magari vi hanno influenzato in quest’ambito?
Si ,siamo partiti tutti da lì, dai Sepultura ai Death, ai gruppi svedesi vecchi e nuovi, ai Carcass, Napalm Death…

Progetti per il futuro? Avete già in cantiere nuovo materiale?
Abbiamo già un sacco di materiale nuovo, addirittura ci permettiamo di scartare le canzoni, siamo in momento compositivo molto buono, ma ora vorremmo concentrarci sui live per promuovere al massimo la nostra musica, anche all’estero.

Come giudichi la scena italiana? Ti senti di consigliare qualche “new act” ai nostri lettori?
Ci sono davvero tanti gruppi ed è difficile seguirli, a noi è piaciuto molto il disco dei Figure of six anche loro Copro/Casket.

Da musicista, quali sono le difficoltà maggiori che avete trovato nell’emergere ed avere soddisfazioni suonando un genere non ordinario in un paese come il nostro?
Non ci sembrava di essere emersi! Comunque si fa tanta fatica, ma le soddisfazioni per noi sono quando scendi dal palco e anche uno solo ti dice:”Ragazzi spaccate il culo!!”, niente di più godurioso.

Chi sono i Keenants fuori dallo studio o giù da un palco?
Sono cinque squattrinati che spendono anche quello che non hanno per la musica, tutti con vite molto diverse e anche abbastanza incasinate, ma ci vogliamo bene!!

Ti lascio lo spazio per concludere come meglio preferisci! Spero che l’intervista sia stata di tuo gradimento; in bocca al lupo per tutto!
Crepi il lupo! Spero di avervi fatto venire la voglia di vederci suonare..è quello che conta, stay brutal!!! Ciao a tutti dai Keenants.

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