I Kampfar sono un nome piuttosto conosciuto, ed “Heimgang” è il disco che ci si poteva aspettare da loro. Le dieci tracce lungo cui si dipana l’album non sono infatti nient’altro che artigianato, ma artigianato fatto bene. Il folk black della band risulta non innovativo ma sincero: atmosfere glaciali e violente, voce sgraziata, numerose aperture folk e momenti epici. “Heimgang” non è un disco che tutti gli appassionati di folk metal possono apprezzare, il black grezzo è infatti la matrice su cui si basano le canzoni (scordatevi le atmosfere power) e se uno proprio non lo sopporta sicuramente non apprezzerà composizioni di questo tipo, sebbene le contaminazioni le rendano fruibili anche da chi, come me, il black “canonico” non lo gradisce molto ma non disdegna le sue evoluzioni “imbastardite”.

Insomma, “Heimgang” è un disco per gli appassionati della band e del genere, un lavoro divertente (perchè, diciamolo, alla fine questa grottesca miscela di feroce glacialità e di folk risulta talmente grossolana da sconfinare davvero nel “divertente”) lontano dal capolavoro, ma dotato della classe di chi certa musica la sa fare.

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