Dopo una vera e propria odissea per raggiungere il Palabam in quel di Mantova mi metto in coda per l’entrata; l’apertura, stranamente civile per i nostri standard, è anche insolitamente puntuale, con quella mezz’oretta di ritardo neanche troppo fastidiosa se non fosse per quei cinquanta gradi all’ombra raddoppiati dall’asfalto.

Una volta entrato raggiungo tranquillamente la seconda fila, vista la poca affluenza iniziale ed attendo con ansia il live act degli UFO, storica band inglese che ispirò artisti del calibro degli Iron Maiden. Gli UFO sono oggi un gruppo sottovalutato (perlomeno nel nostro paese) ma che negli anni d’oro poteva vantare una carriera impeccabile, tra cui è giusto ricordare un posto da headliner al Reading Festival del 1980 con supporto Iron Maiden, Samson ed altri. In quel di Mantova la band si presenta puntuale sul palco, accolta da un Palabam semivuoto; il gruppo parte con “Mother Mary” e “Fight Night”, eseguite con toni piuttosto spenti che non prendono molto. Per vedere il pubblico più coinvolto dovremo aspettare i grandi classici come “Let It Roll” o “Only You Can Rock Me”; ad ogni modo per tutto il tempo del concerto la band non riesce a colpire nel segno per via di una performance piuttosto moscia del cantante. La setlist viene infatti riproposta in formato ridotto e dopo “Rock Bottom” vengono persino tagliati gli encore di “Shoot Shoot”, ma soprattutto “Doctor Doctor”, brano storico la cui mancanza ha lasciato perplessi più presenti. Il set della band si conclude quindi con un certo stupore generale, con l’abbandono del gruppo dal palco senza quasi salutare; personalmente un concerto da dimenticare.

E’ giunto finalmente il momento di un’altra leggenda dell’Heavy Metal, quella che tutti stavano realmente aspettando: i Judas Priest. Attivi dai primi anni ’70, i Judas sono stati tra quelle band che hanno coniato l’Heavy Metal in tutte le sue forme spianando anche la strada ai Maiden portandoli in tour con sè in quel magico 1980, nel tour del famigerato “British Steel”. Ad essere sincero, le ultime due volte che vidi la band live non rimasi impressionato più di tanto, un pò per via della setlist e un pò per via della forma fisica di Halford, ma non appena esplosi i fuochi d’artificio sulle note di “Rapid Fire” ho capito che questa volta sarebbe stato diverso. Fatta esclusione del recente cambio di chitarra (K.K. Downing è stato infatti sostituito da Richie Faulkner, chitarrista anche di Lauren Harris) che ha intaccato a mio avviso l’aspetto scenico della band, il gruppo è in gran forma, Rob salta continuamente da una parte all’altra del palco sfoderando anche acuti che ancora sono in grado di commuovere i fan. Il vero colpo al cuore (positivamente) viene per la setlist, una scaletta a dir poco perfetta che non lascia un momento di tregua (se non con quei due capolavori che sono “Diamonds And Rust” e “Victim Of Changes”); tralasciando infatti il fattore scenografico che è sempre ben allestito, sentiamo di nuovo live perle del calibro di “Beyond The Realms Of Death”, “Starbreaker” o ancora “The Sentinel”.

Fatta eccezione di qualche stecca da parte di Halford (palese quella nell’acuto di “Night Crawler”) il concerto consumatosi nel Palabam di Mantova è stata una di quelle gioie che ogni fan dell’Heavy Metal deve provare, una scaletta di brani incredibile che ci ha rimandati tutti indietro nel tempo a colpi di headbanging e sotto la voce del Metal God indiscusso. Anche se in origine questo “Epitaph Tour” era stato pubblicizzato come ultimo tour della band (e questa ancora non mi è andata giù) è stata da poco dichiarata l’intenzione di pubblicare un nuovo album entro la fine dell’anno. Cari amici, personalmente su questo album conto ben poco, perchè credo che tutto ciò che si poteva dare è già stato dato nel corso degli anni (e tanto mi basta sia chiaro, stiamo parlando di album consacrati a capolavori), ma fino a quando si avrà occasione di vedere concerti come questo (magari anche con un bel ritorno di K.K. alla sei corde) ci sarà sempre una vocina nel profondo che durante il concerto ti farà capire cosa si intende per VERO Heavy Metal. Hail to the Metal Gods!

 

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