Dall’uscita del bellissimo album di debutto “More Than Meets The Eye” nel 1992 ne è passata di acqua sotto i ponti in casa Jadis, ma nonostante gli anni e l’indubbia padronanza musicale del gruppo c’è sempre stata qualche pecca di troppo ripetutasi nel tempo, pecca che si ripercuote anche su questo “Photoplay”.
Ben 14 sono gli anni trascorsi dai tempi degli esordi ma le cose pur essendosi evolute non sono migliorate…per lo meno non abbastanza…
La mancanza di pezzi “decisivi”, accattivanti e trascinanti rende l’ascolto di quest’ultimo capitolo discografico della band quasi un diversivo per (detta alla bruta) ammazzare il tempo e niente più: le melodie (tante e troppe) sono di per loro ben composte e certamente gradevoli, ma la quantità di queste rimane comunque eccessiva; che poi l’elemento melodico sia importantissimo nel genere è indubbio, ma se aggiungiamo la ripetitività di questo otteniamo un album che scivola addosso senza lasciare nulla all’ascoltatore.

“Need To Breath” è fortunatamente un’eccezione…che conferma quanto detto (almeno in parte)!
La traccia infatti nonostante la ripetitività è fortunatamente la più pregna di groove e per questo merita una maggiore attenzione: giusti e finalmente incalzanti i riff di chitarra, buone le melodie di tastiera ed una sezione ritmica degna del caso.
Stessa cosa per “All You’ve Ever Known”, cui piacevolissima è la parte strumentale che va a chiudere il brano, ma niente più…

Preferirei non consigliare “Photoplay” ai lettori che non conoscono i Jadis in quanto non mi pare affatto un album che rende giustizia al nome del proprio fautore, preferirei invece iniziare i curiosi con il precedentemente citato “More Than Meets The Eye” (il vero capolavoro del gruppo).
(Purtroppo) ci sarebbe altro da dire, ma sarebbe come non dire niente ed anziché far emergere ulteriori elementi negativi (e piangere sul latte versato) preferisco nettamente pensare positivamente alla prossima release dei Jadis e sperare in meglio.
Peccato.

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